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appello al presidente zaia

Ditta di Cona perde l’appalto «Favorita un’azienda tedesca»

CONA. «Boicottati per i lavori all’ospedale di Schiavonia, nonostante avessimo il prodotto migliore»: è un grido di dolore ma anche di denuncia quello di Carlo Valerio, titolare dell’azienda Jvp sas...

CONA. «Boicottati per i lavori all’ospedale di Schiavonia, nonostante avessimo il prodotto migliore»: è un grido di dolore ma anche di denuncia quello di Carlo Valerio, titolare dell’azienda Jvp sas con sede a Piove di Sacco e stabilimento a Cantarana di Cona. Il malcontento dell’imprenditore è stato condiviso da Confapi che, nella persona del presidente Tito Alleva, ha inviato una lettera al governatore del Veneto Luca Zaia e ai sindaci di Este e Monselice. Ma veniamo ai motivi delle doglianze di Valerio: «Abbiamo presentato il miglior progetto di pavimentazione per il nuovo ospedale ma siamo stati ingiustamente penalizzati con un’inspiegabile marcia indietro che ha favorito un’azienda tedesca». Partiamo dall’inizio: il nuovo ospedale di Schiavonia è stato costruito con un progetto di finanza, un investimento di circa 135 milioni di euro al 50% tra Usl 17 e privati. L’aggiudicazione è avvenuta con un appalto, vinto nel 2009 da una cordata di imprese che comprendeva la Sacaim di Venezia. «L’assegnazione» interviene Valerio, «è avvenuta anche considerando le migliorie progettuali proposte, in particolare in relazione all’uso del pavimento sopraelevato al posto del massetto di calcestruzzo: il primo pesa molto meno, è più veloce da montare, non contiene acqua che debba asciugarsi, si può ispezionare in futuro con facilità senza demolizioni, ha caratteristiche di resistenza superiori». Contattata da Sacaim, la ditta di Cona ha presentato la propria offerta per il pavimento sopraelevato, rispondendo alle specifiche del progetto vincitore dell’appalto, per un valore di oltre un milione 800 mila euro.

Nell’ottobre del 2012 la situazione evolve: «A causa di difficoltà finanziarie, la Sacaim ha dovuto lasciare il cantiere» ricorda Valerio, «ed è subentrata la cooperativa Cmsa di Montecatini Terme che ha individuato un’alternativa al pavimento sopraelevato, dei pannelli in gesso nudo, molto meno performanti a parità di peso e spessore. Questo sistema è prodotto in Germania e viene poi importato da aziende italiane che si occupano della sola posa in opera: non risponde assolutamente ai disegni, alle caratteristiche e alle descrizioni del progetto originario», l’eccezione sollevata da Valerio, «il quale, nella sua completezza, aveva vinto l’appalto. Conseguentemente, necessita di una variante, atto indispensabile per il prosieguo dei lavori». Jvp sas, vale la pena di ricordarlo a questo punto, è leader tra i produttori europei del pavimento sopraelevato e realizza cantieri in tutto il mondo, basti citare il palazzo Shard a Londra progettato da Renzo Piano e inaugurato per le

Olimpiadi nel 2012 o il ristrutturato palazzo Etoile, sede della Commissione Europea a Bruxelles. Ed è proprio a partire da queste considerazioni che Valerio ha deciso di rendere pubblica la piega presa dagli eventi, portando il caso dell’ospedale di Schiavonia in Regione. (e.liv.)

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