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Crolla nella notte l’intonaco del soffitto

L’episodio in un’aula della primaria Marconi inutilizzata per infiltrazioni. Il sindaco Follini: «Un evento imprevedibile»

di Marta Artico

MARCON

Ancora rogne per le scuole marconesi. La notte tra giovedì e venerdì, è crollato l’intonaco (il Comune ci tiene a precisare che è si trattato del distacco della finitura dell’intonaco), all’interno di un’aula, la quarta A per l’esattezza, della scuola primaria Marconi, l’edificio che si trova proprio a due passi dal municipio e che fa parte dell’Istituto comprensivo Malipiero.

Al mattino, quando le insegnanti hanno aperto la porta dell’aula per andare a prendere qualche cosa, si sono ritrovate di fronte al cedimento del soffitto. Ed hanno tirato, però, un sospiro di sollievo.

Perché quell’aula, da oltre un mese è chiusa per via di infiltrazioni riscontrate in un altro punto della classe. Dunque, qualche santo protettore ha voluto che lì i bambini non ci fossero, perché era notte e perché l’aula non era utilizzata. Gli alunni della classe in questione, infatti, fanno lezione nell’aula computer e nessuno fa più le ore di informatica. Sul posto i vigili del fuoco, la polizia municipale, il sindaco, Andrea Follini e la ditta che ha eseguito i lavori.

La scuola non è stata chiusa, ma l’insegnante della classe vicina, la 4B, ha portato gli alunni a fare lezione in sala mensa, perché temeva che anche la parte di finitura di intonaco dei pannelli della sua aula, potesse venire giù, con effetti più dannosi, visto che gli alunni erano in aula.

Il Comune, in una nota, spiega l’accaduto. «L’intonaco era fissato ad una tamponatura in legno del soffitto, rimasta intatta. Questa parte del soffitto dell’aula era stato oggetto di sistemazione edile alla fine dello scorso anno scolastico. Sempre nella stessa aula, in altro punto, opposto a quello oggetto del distacco, nei giorni scorsi, dopo le piogge, si erano riscontrate delle nuove macchie d’infiltrazione d’acqua per la presenza delle quali, prudenzialmente, i bambini e le insegnanti erano stati trasferiti in un’altra aula, in attesa delle verifiche strutturali in programma la prossima settimana».

Il sindaco, Follini, precisa che «quanto accaduto nella notte non ha alcun riferimento con le infiltrazioni riscontrate, ed è da considerarsi assolutamente imprevedibile».

Secondo l’amministrazione, dunque, la colpa sarebbe da attribuirsi alla ditta «che non avrebbe», dice il sindaco, «eseguito i lavori a regola d’arte». Lavori per sistemare una crepa sul soffitto.

Ieri pomeriggio, nel frattempo, alla Marconi è stata messa in sicurezza l’aula a fianco a quella del distacco, dov’era stato eseguito un identico lavoro, e sono state attuate delle verifiche con la termocamera, come era stato fatto alla Don Milani, per capire dove si trovano le infiltrazioni e le macchie d’acqua. Una volta eseguite le indagini, dovranno essere accantierati gli interventi.

E i soldi? «Ci penserà Matteo» dice ironicamente Follini. Qualche giorno fa il sindaco aveva scritto al premier, come i colleghi, per segnalare lo stato degli edifici e chiedere lo svincolo dal patto. La Marconi attende interventi di manutenzione da anni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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