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Grandi navi, ecco le alternative

I tre principali progetti presto all’esame del ministero per l’Ambiente. Le ipotesi Lido e Marghera

Grandi navi, via alla seconda fase per realizzare le alternative al passaggio davanti a San Marco. La svolta impressa dal Senato, che ha chiesto di mettere sullo stesso piano i progetti, costringe a un cambio di prospettiva. Perché il secondo punto dell’ordine del giorno unitario approvato il 6 febbraio da palazzo Madama prevede tempi ristretti. Un mese per decidere le procedure, tre mesi per valutare - senza ricorso alla Legge obiettivo - i progetti presentati. Scelte strategiche da cui dipende il futuro della città, della laguna e delle sue attività economiche. Domani l’atteso dibattito convocato dalla Municipalità in sala San Leonardo a Cannaregio. Il sindaco Giorgio Orsoni e il senatore Felice Casson, primo firmatario della mozione, esporranno le loro soluzioni. Sono ore decisive per la formazione del nuovo governo, che dovrà applicare quanto stabilito dalla mozione votata praticamente all’unanimità.

La Valutazione strategica. Il primo passo toccherà al ministero dell’Ambiente. Che dovrà istruire una Valutazione ambientale strategica per esprimere un giudizio di fattibilità sui progetti depositati, il loro impatti economico e ambientale. A giudicarli dovranno essere i membri della commissione ministeriale, con l’integrazione di esperti di chiara fama e indipendenza.

Le alternative. Sono almeno tre le principali alternative che andranno esaminate: il progetto del canale Contorta-Sant’Angelo, l’ipotesi Marghera e il progetto bocca di Lido. La novità rispetto a qualche mese fa è che anche le ipotesi di Marghera e Lido hanno raggiunto adesso un livello di avanzamento notevole, con approfondimenti e studi geologici e trasportistici. Eccoli nel dettaglio.

Marghera. È l’alternativa lanciata dal sindaco Giorgio Orsoni, che trova però l’opposizione del Porto e della società delle crociere Vtp. Alcuni studi di architettura stanno elaborando il progetto di massima che prevede la realizzazione della nuova Marittima in tre fasi.

La prima, realizzabile subito, con due navi ormeggiate nelle attuali banchine del canale Brentella.

La seconda (due anni di tempo) per realizzare altri due posti nave nel canale Industriale nord e il bacino di evoluzione per le navi alle Trezze.

La terza (entro sei anni) per ricavare altri due posti per grandi navi sempre sul canale Brentella. In questo modo le navi superiori alle 40 mila tonnellate arriverebbero a Marghera dalla bocca di Malamocco. L’area di Marghera sarebbe valorizzata con progetti di sviluppo in project financing. L’attuale Marittima potrebbe trovare nuovo sviluppo essendo dedicata a yacht, navi di lusso medio piccole, congressi. Con nuovi edifici per 130 mila metri quadrati destinati prevalentemente a residenza. Aree e servizi portuali spostati a Marghera potrebbero liberare a San Basilio spazi preziosi per la città e le attività culturali e universitarie.

Lido. L’idea lanciata qualche anno fa dall’europarlamentare Cesare De Piccoli, già viceministro e vicesindaco della città, sta prendendo la forma di un vero progetto. In questo caso sarebbero realizzate strutture galleggianti per l’approdo di quattro grandi navi da crociera davanti all’isola artificiale del Mose, lato Punta Sabbioni. Tempo di realizzazione, meno di due anni, costo tra i 130 e i 170 milioni di euro. I vantaggi, secondo i proponenti, sarebbero molteplici. Navi fuori dalla laguna, risparmio di costi per la gestione, Marittima attuale disponibile per altri usi. E nuovi posti di lavoro, anche per i collegamenti con motonavi dalla Marittima e da Tessera, punto di imbarco a San Pietro di Castello. Ipotesi radicale che vede il favore dei comitati, del Movimento Cinquestelle e altri comitati di cittadini.

Contorta. Per mesi è stato l’unico progetto sul tappeto, sostenuto e sponsorizzato dall’Autorità portuale e dal Magistrato alle Acque. Quattro chilometri di canale, profondo dieci metri e largo 170 metri, per collegare il canale dei Petroli all’attuale Marittima. Grandi navi via da San Marco ma non dalla città, con l’attuale Marittima lasciata all’uso di oggi. «Unico modo per mantenere l’occupazione», ripete il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa. Ma secondo gli oppositori – compreso il Comune – si tratta di un progetto illegittimo, contrario alla Legge Speciale e al Palav.

Giudecca. Quotazioni in discesa per l’idea lanciata dal parlamentare si Scelta civica Enrico Zanetti, progetto finanziato da Vtp, la società delle crociere. Nuovo canale dietro la Giudecca, Marittima che resta com’è.

Altre

Numerose le altre ipotesi che però non sono ancora progetti, tra cui la Marittima davanti a Sant’Erasmo di Ferruccio Falconi, l’off shore a Malamocco con sublagunare di Gino Gersich, il porto a Santa Maria del Mare. Entro 15 giorni l’iter sarà avviato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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