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Ex ospedale al Mare, vendita con causa

Complesso ceduto per 50 milioni alla Cassa Depositi e Prestiti, ma pende in Tribunale una vertenza per risarcimento danni

Con la firma dal notaio della cessione del compendio dell’ex ospedale al Mare al fondo immobiliare della Cassa Depositi e Prestiti - ad esclusione del Monoblocco (dove resta insediato il distretto sanitario) e dell’area dell’ex Favorita (alienata a parte) - venerdì il Comune ha incassato i 50 milioni di euro della compravendita e blindato il bilancio comunale per il 2014. Ma certo non ha zittito le critiche, con il M5S che ha presentato un’interrogazione parlamentare girata a Procura e Corte dei Conti (giudicando illegittima la vendita di un bene con destinazione urbanistica al 97% a residenza) e con i comitati ambientalisti e dei cittadini sulle barricate per la vendita anche del teatrino Marinoni e la chiesetta di Santa Maria Nascente, per le quali pure resta un vincolo ad uso pubblico. Partita immobiliare-legale ad alta tensione: pende sempre un contenzioso in Tribunale per il risarcimento (reciproco) dei danni, con Est Capital che in estate aveva visto riconosciuta dal giudice la restituzione dei 31 milioni di euro versati a fronte dell’affare saltato per la realizzazione di un polo residenzial-ricettivo con accanto una mega darsena. All’udienza del 20 dicembre, Est Capital ha chiesto i danni per la risoluzione del preliminare per colpa del Comune, quest’ultimo ha contro-replicato chiedendo i danni per inadempienza, ma impegnandosi a restituire ai privati entro il 31 gennaio anche i 23 milioni di caparra, una volta accertato che le banche hanno estinto l’ipoteca da 94 milioni che gli acquirenti avevano acceso sul complesso. Contratto preliminare rescisso e bene rivenduto in corsa, dunque, ma resta pendente comunque il contenzioso reciproco sui danni.

Intanto è partita ufficialmente anche la seconda operazione salvezza-conti: il bando per la cessione ai privati della gestione del Casinò per 30 anni, in cambio di 140 milioni cash (110 alla firma del contratto, il resto nel 2015), il 10% dei ricavi di gioco ogni anno con un minimo garantito di 11 milioni l’anno, più (dal sesto anno) il 5% sull’eventuale differenza positiva tra ricavi gioco e i 140 milioni. Infine, a carico del gestore anche il canone concessorio che oggi paga il Comune di 539 mila euro, il saldo di 44,3 milioni per acquisire le azioni della Casa da gioco cedute da Cmv Spa (pari di fatto ai mutui sugli immobili) . Il sindaco Orsoni è sicuro di portare a casa il risultato:

«Entro l’estate la partita sarà definita». «Già risparmiamo quest’anno», commenta l’assessore al Bilancio, Simionato. «A bilancio i 75 milioni che restituiamo ogni anno alla società per la gestione e gli 8 milioni che paghiamo all’erario come canone di gioco».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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