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Assalto alle cavane, ladri messi in fuga a colpi di fucile

Nella notte tra domenica e lunedì razziati a Giare 18 capanni, rubati motori e una piccola barca per un valore di 20 mila euro

MIRA. I ladri razziano 18 cavane a Giare di Mira ma non riescono a portare a termine l’operazione perché cavanisti e cacciatori li fanno fuggire a colpi di fucile. Bottino da parte dei ladri 20 mila euro. Il fatto è avvenuto nella notte fra domenica e lunedì, quando una banda organizzata di predoni si è messa in azione.

A spiegare cosa è successo è il presidente dell’Associazione Cavanisti di Mira, Gianni Marchiori: «Verso l’una di notte dell’altra sera dei banditi sono entrati in azione nella zona delle cavane che va dal ristorante “Alla Laguna” alla spiaggetta di Giare. Hanno cominciato a razziare tutto quello che trovavano all’interno dei capanni tipici per il ricovero delle barche, cioè motori di barche e addirittura una piccola imbarcazione. Per agire i banditi hanno usato un’arma da scasso tipo un piede di porco». I banditi – che con ogni probabilità era un gruppo ben organizzato di non meno di cinque o sei persone, vista l’entità del bottino – hanno cominciato ad agire in maniera metodica. Aprivano le cavane, ispezionavano il loro interno e portavano via quello che trovavano dentro.

Ad un certo punto però hanno aperto una delle cavane a cui era collegato un sistema d’allarme, mettendolo in azione. «L’allarme è stato colto da uno dei nostri associati nel suo telefonino», spiega Marchiori, «con un giro di telefonate fra cacciatori e cavanisti è scattata così la formazione di un gruppo di 10-15 persone». Persone che si sono recate sul posto anche armate di fucili.

I cavanisti si sono subito resi conto che i ladri erano ancora nei paraggi e ne hanno avvistati diversi a qualche centinaio di metri di distanza. Per metterli in fuga cacciatori e cavanisti hanno sparato colpi di fucile in aria. «I ladri, sentendo gli spazi, si sono resi conto», aggiunge il presidente dei cavanisti, «che forse era meglio darsela a gambe e sono fuggiti per la campagna riuscendo a dileguarsi».

Subito dopo sono stati avvertiti i carabinieri di Mira che hanno cominciato a mettere dei posti di blocco in tutta la zona per riuscire a prendere i banditi. Banditi che però si erano già dileguati con ogni probabilità grazie a dei furgoncini in cui avevano caricato il materiale razziato e poi hanno lanciato a tutta velocità in direzione della statale Romea.

Ieri mattina la mesta conta dei danni da parte delle associazioni dei cavanisti.

I carabinieri della Tenenza di Mira hanno cercato di ricostruire quello che era accaduto la notte precedente grazie ai testimoni che sono stati sentiti nella caserma di via Enrico Toti a Mira Taglio.

Si pensa che a colpire sia stata una banda di predoni specializzata. Una banda che prima di entrare in azione ha perlustrato

la zona per giorni studiando il piano e le possibilità di fuga nei minimi dettagli e poi quando ha ritenuto fosse il momento più propizio ha colpito, non mettendo in conto la reazione dei cavanisti o pensando che i sistemi di allarme non fossero così sofisticati.

Alessandro Abbadir

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