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I cinesi pronti a entrare nel “mercato” dei funerali: prezzi low cost

Alcuni imprenditori orientali vogliono rilevare un’attività a San Donà: «Mi sono arrivate diverse offerte, anche interessanti, che sto valutando»

SAN DONÀ. Imprenditori cinesi pronti a irrompere anche nel mercato delle pompe funebri. L'ultima frontiera sta per essere oltrepassata anche nel Veneto Orientale. I cinesi si allargano anche sul fronte dei "cari estinti" e fanno paura agli imprenditori italiani, per lo più famiglie che da anni gestiscono queste imprese floride che raramente conoscono la crisi. L'unico problema può essere appunto la concorrenza, e quella orientale sembra la più insidiosa.

Così chi guadagna sul "sonno eterno", ora non dorme più sonni tranquilli. Il titolare di un’impresa di San Donà non ha fatto in tempo a rivolgersi a un sito specializzato, "vendereaicinesi.it", che sono fioccate le proposte. È stato subito contattato da cittadini cinesi, imprenditori residenti nel Nord Italia, interessati all'acquisto. Hanno chiesto informazioni precise su costi, ricavi, fatturati e tutta l'economia che ruota attorno a questo settore. Il loro ingresso, come già accaduto, assesterebbe uno scossone al mercato, visto che anche in questo campo sarebbero in grado di abbattere i costi non meno del 40 per cento. In altre città d'Italia sono in realtà già arrivati.

Hanno mantenuto il personale italiano, lasciato la gestione precedente retribuita, e sono entrati con i loro ingenti capitali. Ma si stanno preparando anche a una gestione autonoma, come potrebbe accadere presto anche a San Donà. I colleghi, preoccupati, stanno già facendo quadrato, pronti a investire e assorbire chi vorrebbe vendere agli orientali. Un modo per non perdere importanti quote di mercato ed evitare l'abbattimento drastico dei costi. Se oggi un funerale costa circa tremila euro, i cinesi potrebbero, come hanno già fatto in altri settori, garantire costi inferiori del 40 o addirittura 50 per cento. «Già sono arrivati», spiega l'imprenditore che si è rivolto al sito per vedere la sua impresa, «acquistano imprese funebri, poi organizzano anche i loro funerali che non prevedono epigrafi e rituali religiosi particolari, ma consistono nella cremazione e la spedizione delle ceneri in Cina ai familiari, oppure, più raramente, la sepoltura nei nostri cimiteri.

Chiaramente applicano gli stessi principi e criteri che hanno applicato in altri settori come ristorazione, commercio e via dicendo, dove i prezzi sono fortemente scesi creando più di qualche problema alla concorrenza nostrana.

Loro si accontentano molto di più, accettano bassi margini di guadagno, vivono con poco, puntano sulla quantità. Noi abbiamo

avuto delle offerte e le valuteremo a tempo debito». Del resto un'impresa funebre costa parecchi soldi. Si parte dai 250 mila euro in su di investimento di base, e oggi non sono molti quelli che possono pagare simili cifre senza tanto trattare e magari in contanti.

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