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«Nessun pericolo dalla Carnival». Il comitato pro crociere querela

Secondo i sostenitori  delle grandi navi (Il gruppo “Cruise Venice”) l’enorme scafo non si sarebbe mai avvicinato alla riva. Dura replica di Bettin: «Allora denuncino me»

VENEZIA. L'incidente della Carnival Sunshine del 27 luglio a Venezia, così come denunciato dall'assessore all'ambiente Gianfranco Bettin, «non si è mai verificato». Così replica il Comitato Cruise Venice alle accuse dell'assessore sul presunto “struscio” di una nave della Carnival davanti a Riva Sette Martiri, sempre negato dalla Capitaneria di porto sulla base degli accertamenti compiuti.

«La nave, al contrario di quanto sostenuto dal politico, non è mai passata alla distanza di venti metri dalla Riva dei Sette Martiri, che dista oltre un chilometro e duecento metri in linea d'aria da Piazza San Marco - attacca il comitato -. Non ha mai “sfiorato la riva stringendo pericolosamente un vaporetto dell'Actv”, non vi è mai stato un “inchino” nè alcuno “struscio”. La nave non ha mai “scodato”, non ha “preso male la manovra”, non si è “inclinata verso riva”». Le sole foto, che hanno fatto il giro del mondo, sono solo quelle scattate da Roberto Ferrucci, «amico e sodale politico da sempre - rincara il comitato - di Gianfranco Bettin. Costui, sostenitore del Comitato No Grandi Navi, si era piazzato su un tavolino all'esterno del Bar Melograno riprendendo la nave con il proprio smartphone e, alterando la prospettiva, aveva prodotto quelle immagini che potevano impressionare un occhio non esperto». A giudizio del comitato, «il solo dato reale è che quel giorno era ormeggiato presso la stessa Riva il maxi yacht Sirona III dell'armatore di Carnival Corporation Micky Arison. Circostanza che ha fatto rilasciare al consigliere comunale Beppe Caccia la dichiarazione: “il magnate della Carnival, Micky Arison era compiaciuto dell'inchino del suo dipendente”». Questi ed altri particolari, si sostiene, sono stati documentati da Massimo Bernardo, presidente di Cruise Venice, «attraverso materiali fotografici e video, tracciati satellitari della rotta della nave, operazione che ben poteva essere effettuata in tempo reale nel giro di pochi minuti dall'Assessore all'Ambiente e dai suoi uffici, costantemente in contatto con la Capitaneria di Porto». Lo stesso Bernardo, si puntualizza, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica, «ipotizzando numerosi reati ed, in particolare, il più grave di tutti costituito dalla simulazione di reato».

Durissima la replica dell’assessore comunale all’ambiente Gianfranco Bettin: «I cittadini che hanno testimoniato, anche con foto e video, l'anomala vicinanza alla riva Sette Martiri della Carnival Sunshine lo scorso 22 luglio andrebbero ringraziati e non minacciati di ritorsioni giudiziarie». «Il loro intento era limpido e mosso da un'onesta, emozionata preoccupazione - attacca Bettin - Hanno subito avvertito l'amministrazione comunale, qualcuno collocando il passaggio più vicino alla riva altri un po' meno, tutti entro poche decine di metri, come del resto è evidente solo osservando senza mala fede le immagini e come ha visto tutto il mondo. Il Comitato Cruise Venice eviti di perseguire 'ignoti' e, quindi, potenzialmente chiunque quel giorno abbia raccontato cos'ha visto. È il sottoscritto ad aver diffuso la notizia della loro preoccupazione e le immagini che hanno fornito all'amministrazione».

Immagini che, secondo l'assessore, documentano «l'estrema vicinanza di quel passaggio, al punto che, se i famigerati 'inchini' tipo quello, tragico, della Costa Concordia all'isola del Giglio e tutti gli altri tipici di questa irresponsabile prassi si tenevano comunque a qualche centinaio di metri dalle coste, le poche decine di metri della Carnival Sunshine il 22 luglio - una ventina, una cinquantina o una settantina che fossero, cambia poco - autorizzano davvero a parlare, se si vuol restare alle metafore, non di 'inchino' bensì appunto di 'struscio'». «Fuor di metafora, la realtà inoppugnabile di quelle immagini e di quelle testimonianze che ora si vogliono criminalizzare ha parlato con eloquenza al mondo - conclude Bettin - È stato giusto diffonderle e chiederne spiegazione. L'ho fatto io, come ho detto fin

dal primo istante, ascoltando quei cittadini che a me si sono rivolti, nell'esercizio delle mie funzioni. Cruise Venice quereli me, dunque. Sarà l'occasione per affrontare anche in tribunale - di nuovo di fronte al mondo, ovviamente - una questione che sta scandalizzando ogni persona sensata».

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