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Grandi navi in laguna a Venezia, il numero chiuso ora piace

L’idea del ministro all’Ambiente, Andrea Orlando, accolta favorevolmente dai due rivali Orsoni e Costa. Scettico l’assessore Bettin

VENEZIA. Piace. L’introduzione del numero chiuso per l’ingresso delle Grandi navi da crociera in laguna proposta dal ministro dell’Ambiente Andrea Orlando come soluzione intermedia piace al sindaco Giorgio Orsoni e anche al presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa. Una proposta che Orlando presenterà alla prossima riunione del Comitatone che dovrà essere convocato a Roma entro la fine di ottobre. «Direi che l’introduzione del numero chiuso per le grandi navi è il primo messaggio serio che arriva in relazione alla soluzione di questo problema» riflette Orsoni «una proposta che va nella direzione giusta per limitare, temporaneamente, i transiti in laguna e in bacino San Marco. Poi però c’è bisogno che a ottobre, in occasione del Comitato, si arrivi a una soluzione che sia applicabile subito, non tra cinque anni». La proposta caldeggiata da Orsoni e Ca’ Farsetti prevede lo spostamento delle navi da crociera dalla Marittima a Marghera, con il passaggio attraverso il canale dei petroli. L’ipotesi del numero chiuso non dispiace neppure al presidente del Porto, l’ex sindaco Costa.

«È un’ipotesi buona, sulla quale si può lavorare» dice il presidente dell’Autorità portuale «considerando che Venezia è una città nella quale il numero chiuso dovrebbe essere applicato non solo alle grandi navi da crociera, ma anche ai turisti o agli studenti universitari. L’importante è che si tratti di un provvedimento davvero provvisorio, in attesa di una soluzione definitiva». Al vaglio ci sono sei progetti per evitare il passaggio delle grandi navi in Bacino San Marco: Capitaneria fi Porto e Magistrato alle acque dovranno valutarli entro la metà di settembre, proprio in vista del Comitatone di ottobre. La proposta avanzata dal Porto - la principale con quella di Orsoni - prevede il passaggio attraverso un nuovo canale Sant’Angelo Contorta, da scavare, e l’arrivo all’attuale stazione marittima. Anche il Comitato No Grandi Navi accoglie come un «segnale positivo» l’attenzione del ministro Orlando, ma allo stesso tempo invita alla prudenza.

Il perché lo spiega il portavoce, Silvio Testa. «Per rendere applicabile l’alternativa al passaggio in bacino che verrà decisa in sede di Comitatone ci vorrà del tempo, senza contare che c’è il rischio di opposizioni e contenziosi perciò il contigentamento può essere utile a patto che si riduca veramente il numero dei passaggi delle grandi navi, e non ci si limiti a toglierne solo qualcuna. Non ci serve uno zuccherino, stiamo attenti a che non sia una trappola: servono decisioni che incidano davvero».

Più scettico l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin secondo cui «più di un numero c’è bisogno di una data, una data certa per lo spostamento delle navi da San Marco. È già previsto dal decreto Clini-Passera, ma in quel decreto non c’è una data di entrata in vigore del divieto. L’introduzione del numero chiuso, che poi bisogna capire cosa vuol dire, rischia di procastinare la scelta definitiva, e di consolarci dicendo

che qualcosa è stato fatto. Il problema della grandi navi non ha che fare, come per il Canal Grande, con il passaggio eccessivo di mezzi, ma con l’incompatibilità delle navi con il bacino, perciò che ne passino tante, o un po’ meno di tante, cambia poco o nulla».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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