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Grandi navi, ora Zaia difende Costa

Il governatore ringrazia Celentano ma gli fa notare che si sbaglia sul presidente del Porto

VENEZIA. Grandi navi, a difendere il presidente dell’Autorità Portuale Paolo Costa dalla «furia» dialettica di Adriano Celentano ora ci pensa il presidente della Regione Luca Zaia, inizialmente accusato anche lui per il passaggio della navi da crociera da San Marco e poi riabilitato nella sua seconda esternazione su Venezia dalle colonne del quotidiano Il Fatto. Zaia ringrazia Celentano per l’apprezzamento, ma gli consiglia appunto di fare un passo indietro anche sulle accuse all’Autorità Portuale, Paolo Costa. «Costa - spiega - ha un'altra posizione rispetto a quella che gli addebita Celentano: alle riunioni al Ministero tutti unanimemente, Costa compreso, hanno sostenuto che le navi debbano uscire dal canale della Giudecca e dal bacino di San Marco. Il problema è che bisogna trovare una navigabilità alternativa per far arrivare alla Marittima anche le grandi navi sopra le 40 mila tonnellate e per la Regione la navigabilità alternativa è quella di allargare il canale Contorta Sant'Angelo». Cioè l’ipotesi sostenuta da Costa in contrapposizione a quella del sindaco Giorgio Orsoni, che vorrebbe portare le grandi navi a Marghera. Zaia, insomma, non vede alternative all’approdo alla Marittima, anche perché «vi lavorano 3000 persone e si fanno 500 milioni di fatturato». Al “Molleggiato” aveva replicato direttamente anche lo stesso Costa. «Nonostante gli insulti dei quali mi fa omaggio - aveva replicato - lei resta uno dei miei cantanti preferiti. Ma, converrà, che chi usa la notorietà di un grande cantante per dare autorevolezza alle proprie posizioni ha il dovere morale di documentarsi per sapere con chi e di che cosa parla. È quanto, mi creda, le è accaduto con le grandi navi. Se si fosse documentato avrebbe, per esempio, saputo che chi scrive è il solo, sì, il solo, che si sta battendo per non far passare le grandi navi davanti San Marco fin dal 2004, quando ha proposto, da Sindaco di Venezia, una soluzione». Prosegue Costa: «Se chi mi è succeduto come sindaco e come Commissario (Massimo Cacciari ndr) non avesse lasciato cadere la cosa le grandi navi non passerebbero più davanti San Marco da almeno 5-6 anni. Avrebbe poi constatato che appena ho potuto occuparmi di nuovo del problema, da Presidente dell’Autorità portuale, ho ri-sottoposto una soluzione articolata

al Ministro Clini ben prima della tragedia del Giglio. La mia soluzione prevede, è vero, la ricalibratura di 4 chilometri di canale lagunare, ma –rifletta—se si chiude un canale --quello di San Marco e Giudecca— e gli altri esistenti sono impraticabili non resta che aprirne uno nuovo».

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