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Mercato da spostare Marghera è in ritardo Ambulanti imbufaliti

In arrivo il tram, ma mancano ancora gli allacciamenti «La dislocazione dei banchi concordata è stata disattesa»

MARGHERA. Ottantasette banchi del mercato da spostare per il passaggio del tram che da fine anno inizierà il pre-esercizio per collegare piazzale Cialdini con il capolinea del Panorama. Si avvicina a grandi passi, dopo dieci anni di discussioni, il momento della rivoluzione del mercato di Marghera. Metà banchi si devono spostare, lasciando una parte di piazza Mercato e piazzale Concordia liberi al passaggio della tramvia (dove ci sono le rotaie) e spostando i banchi nei giardini verso la chiesa di Sant’Antonio. Per lo spostamento - che si fa più vicino, anche perché dal 16 agosto Pmv ha messo in agenda il via alla posa dei pali dell’alimentazione elettrica del sistema tramviario - si è già in ritardo, come ammette il delegato al commercio della Municipalità Bruno Polesel, visto «che non sono ancora partiti i lavori di adeguamento dell’area di Sant’Antonio per gli allacciamenti che devono servire i banchi».

Ma tutta l’operazione di spostamento non piace all’Anva, l’associazione degli ambulanti di Tiziano Scandagliato e a Confesercenti. «La dislocazione dei banchi concordata non è quella contenuta nella delibera del consiglio comunale di maggio. Le tavole approvate dal consiglio comunale sono profondamente diverse e prevedono lo spostamento anche di operatori che non essendo collocati sul percorso del tram avrebbero dovuto e potuto rimanere nella loro posizione originaria», avvisa Scandagliato, che lamenta di non avere su questo tema un dialogo chiarificatore con l’assessore Carla Rey.

E ci sono problemi con nuove merceologie introdotte, come uova e olive. «Abbiamo chiesto e ottenuto un incontro a cui si è presentata la dirigente: ci ha spiegato che la scelta è politica, ma noi, appunto, avevamo chiesto di parlare con l’assessore in quanto espressione della politica di questa amministrazione».

Alcuni ambulanti non ci stanno e si sono già affidati ad avvocati, meditando dei ricorsi. Nessuno discute del fatto che il tram deve passare per Marghera, ma il fatto che la delibera parli di 80 banchi da spostare e poi nei fatti questi siano quasi 90 crea perplessità ed evidenti malumori. «Noi siamo sempre disponibili al confronto e comprendiamo anche i malumori di alcuni», precisa Polesel. «Tra l’altro l’arrivo del tram comporterà per il centro di Marghera un generale riordino non solo del mercato ma anche della viabilità delle auto private. Siamo sempre aperti al dialogo».

Il malessere di molti operatori è figlio anche della crisi economica

che sta penalizzando l’attività nei mercati fissi e settimanali. Anche quello di Mestre soffre da tempo e i numerosi stalli vuoti in parco Ponci sono la conferma che il tema è di nuovo all’ordine del giorno nell’agenda dell’assessore comunale.

Mitia Chiarin

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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