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Inchiesta sul Mose: perquisito anche Capecchi, tesoriere di «VeDrò»

Prosegue l’inchiesta che ha portato agli arresti Mazzacurati. Nel mirino degli investigatori anche le sponsorizzazioni del Consorzio Venezia Nuova, tra cui quella alla fondazione vicina al premier Enrico Letta. Il direttivo del Consorzio: "Estranei ai fatti, bisogna completare il Mose"

VENEZIA. È stato perquisito anche Riccardo Capecchi tra gli oltre cento controlli effettuati dalla Guardia di Finanza in occasione dell’operazione che ha portato agli arresti domiciliari Giovanni Mazzacurati, l’ex presidente del Consorzio Venezia Nuova, e altre sei persone. Nel mirino degli investigatori infatti ci sono le sponsorizzazioni effettuate dal Consorzio, concessionario unico dei lavori dello stato in Laguna (in primis quelli del Mose), in questi anni. Un’opera di «finanziamento» del territorio che è andata bel oltre i confini veneziani.

Tra le sponsorizzazioni del Consorzio Venezia Nuova infatti c’è anche quella della fondazione «VeDrò», il think tank creato da Enrico Letta, che ogni anno organizza incontri politici nella cittadina di Drò, in Trentino. C’è da dire che la fondazione vicina all’attuale presidente del consiglio ha ricevuto finanziamenti da diverse aziende (come ricostruito da L’Espresso ) e che il finanziamento del Consorzio non sarebbe rilevante ma ammonterebbe a diverse decine di migliaia di euro.

Capecchi non risulta indagato. I finanzieri, su decreto di perquisizione del pm Paola Tonini, si sono recati nell'abitazione di Capecchi, a Perugia, e nella sede dell'associazione politico-culturale, a Roma. Qui hanno acquisito documenti contabili e fatture sulle sponsorizzazioni che il Consorzio Venezia Nuova ha dato negli anni a "VeDrò", al pari di molte altre società, per l'organizzazione del meeting estivo nella cittadina trentina, iniziativa partita nel 2005 e interrottasi quest'anno, con la nomina di Letta a presidente del Consiglio.

Perquisito anche un finanziere, sospettato di essere una talpa. Nel corso dell’operazione della Finanza è stato perquisito anche un ufficiale della Guardia di Finanza legato al Reparto Aeronavale. Il pm Paola Tonini sta dando la caccia alle “talpe” che passavano informazioni, agli indagati, sugli sviluppi delle indagini. Un aspetto già emerso dall’inchiesta del pm Stefano Ancilotto che aveva portato in carcere Piergiorgio Baita, un altro “pezzo da novanta” del mondo dell’imprenditoria veneta legata alle grandi opere. C’è il sospetto che questo ufficiale abbia passato qualche informazione agli indagati poi finiti agli arresti domiciliari. L’ufficiale, comunque, non è indagato. Lunedì alcuni finanzieri si sono presentati a casa dell’ufficiale e poi sono andati anche nel suo ufficio. Cercavano le prove che fosse lui una delle “talpe” e se magari avesse pure degli atti del procedimento.

Il Consorzio Venezia Nuova: "Il Mose va terminato". Intanto si è riunito anche il consiglio direttivo del Consorzio Venezia Nuova, dopo il rinnovamento dei dirigenti dello scorso 28 giugno che ha visto l'addio di Giovanni Mazzacurati (pochi giorni prima dell'arresto) e la nuova presidenza di Mauro Fabris con Hermes Redi direttore generale. In una nota il Consorzio ha voluto sottolineare "l'estraneità della società nell'inchiesta della magistratura veneziana", e ha ribadito che il Mose «va terminato nei tempi previsti».

«Dopo un'attenta e vasta disanima delle vicende in cui si vorrebbe vedere coinvolto il Consorzio
Venezia Nuova, emerse nei giorni scorsi, - precisa la nota - il direttivo ha ritenuto di confermare allo stato la totale estraneità del Cvn ai fatti oggetto delle indagini in corso e ha ribadito la propria completa disponibilità e il proprio interesse a collaborare pienamente con la Magistratura». Il direttivo ha quindi «dato ampio mandato a Redi, che già aveva ricevuto i necessari poteri, di procedere a una complessiva riorganizzazione del Consorzio. Quale primo atto, il direttore ha proceduto al ritiro delle deleghe, in precedenza attribuite

ad altri, per esercitarle direttamente». La nota si conclude sottolineando «la determinazione del Cvn e delle imprese che lo costituiscono ad onorare l'impegno assunto con lo Stato del completamento delle opere del Mose, oggi realizzate per oltre il 75%, entro il 2016».
 

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