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Nel teatrino di Palazzo Grassi le sonate di Vivaldi per violoncello

Straordinario concerto sabato sera nello spazio recentemente ristrutturato da Tadao Ando. Al violoncello ci sarà Francesco Galligioni

VENEZIA. Dopo lo straordinario successo dello scorso anno Francesco Galligioni, uno tra gli interpreti italiani del Barocco più interessanti sulla scena internazionale, torna al Festival Monteverdi Vivaldi per affrontare un ambizioso progetto, l’Integrale delle Sonate per violoncello e basso continuo di Antonio Vivaldi, che il violoncellista padovano affronterà insieme al clavicembalo di Roberto Loreggian e al violone di Paolo Zuccheri.

L’appuntamento, realizzato in collaborazione con Palazzo Grassi-Punta della Dogana e sostenuto dal gruppo lfpi, è per sabato 6 luglio alle 21 al Teatrino di Palazzo Grassi, lo straordinario spazio progettato da Tadao Ando per la Fondazione Pinault e ‘inaugurato’ come sala da concerto proprio dal Monteverdi Vivaldi con un “tutto esaurito” la scorsa settimana. Il nome di Vivaldi è sinonimo di violino. Ma chiunque abbia ascoltato la produzione da camera del ‘prete rosso’ non può non riconoscere che le pagine scritte per il violoncello (le sonate, oltre ai 39 concerti solistici) siano di abbagliante bellezza.

Le nove sonate che Vivaldi dedicò al violoncello sono unanimemente considerate tra le sue migliori composizioni strumentali. Forti di una varietà timbrica sorprendente, questi lavori rivelano una ricercata scrittura virtuosistica, in particolar modo nella tecnica dell'arco. Proprio la straordinaria capacità della scrittura vivaldiana di essere a proprio agio con la morbida cantabilità del violoncello senza disdegnare una notevole varietà ritmica, sembra il banco di prova ideale per il violoncellista moderno teso ad imitare quanto Charles Burney nel suo Viaggio musicale in Italia, parlando di Antonio Vandini, il violoncellista di Tartini a Padova, ci racconta: «suona in modo tale da far parlare il suo strumento».

Diplomatosi in violoncello presso il Conservatorio C. Pollini di Padova, Francesco Galligioni ha proseguito lo studio dello strumento seguendo corsi di perfezionamento con M. Flaksman, T. Campagnaro e F. Maggio Ormezowski e con W. Vestidello e G. Nasillo per il violoncello barocco, collaborando in seguito con esperti di musica antica di fama internazionale come A. Bylsma, G. Carmignola, A. Marcon, Sir J.E. Gardiner, D. Fasolis, G. Leonhardt e C. Hogwood. E’ membro fondatore dell’Accademia di San Rocco e della Venice Baroque Orchestra, con la quale ha suonato regolarmente come primo violoncello nelle più prestigiose sale da concerto, tra cui la Royal Albert Hall di Londra, la Carnegie Hall di New York, il Musikverein di Vienna, la Tonhalle di Zurigo, il Concertgebouw di Amsterdam, il Théâtre des Champs-Elysées di Parigi e il Teatro La Fenice di Venezia. Ha inoltre collaborato come prima parte con i Sonatori della Gioiosa Marca, l’Orchestra Barocca del Friuli Venezia Giulia G. B. Tiepolo, I Barocchisti e L’Arte dell’Arco. È il primo violoncello del gruppo L’Aura Soave diretto da S. Azzolini, con il quale ha registrato due cd per l’etichetta Naïve nella Vivaldi Edition. Oltre a numerose registrazioni con la Venice Baroque Orchestra, ha inciso trii con G. Carmignola e L. Kirchhof e sonate con A. Bylsma. Collabora stabilmente con il gruppo da camera L’Estravagante. Ha insegnato presso

il Conservatorio T. Schipa di Lecce, il Conservatorio A. Buzzolla di Adria (Rovigo) e il Conservatorio F. Cilea di Reggio Calabria. Attualmente è docente presso il Conservatorio N. Paganini di Genova. Suona un violoncello Paolo Antonio Testore del 1740.

Info: www.vcbm.it, tel. 041 2413891

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