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M9 in via Poerio, per fine mese la gara da 35 milioni

Via ai cantieri entro febbraio 2014, conclusione nel 2016. Segre rilancia il progetto del grande spazio culturale

MESTRE. Entro fine mese sarà pubblicata sulla gazzetta ufficiale dell’Unione europea la gara per realizzare il nuovo museo M9 e restaurare l’ex convento di via Poerio. Un appalto da 35 milioni di euro, un traguardo che arriva dopo l’accordo di programma tra Regione, Comune, Ministero dei beni culturali e Fondazione di Venezia del dicembre 2009 e la convenzione urbanistica siglata nel luglio 2012.

Il tempo dei cantieri non è proprio dietro l’angolo: tra fine gennaio e febbraio 2014 il via ai lavori che dureranno 28 mesi. Obiettivo, concludere entro il 2016. Realisticamente, entro marzo 2017 il museo M9 aprirà i battenti, dopo l’allestimento.

L’annuncio lo ha dato ieri il presidente della Fondazione, il professor Giuliano Segre durante una visita a carattere privato che ha riunito rappresentanti di varie istituzioni per assistere alla presentazione del progetto e dei suoi stati di avanzamento. Tanti i presenti illustri: dal presidente della Corte dei conti Carmine Scarano al capo di gabinetto del Comune, il dottor Morra a rappresentare il sindaco Orsoni; dal rettore del Iuav Amerigo Restucci a Marino Folin; dall’assessore all’Urbanistica Andrea Ferrazzi al presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa. E poi monsignor Fausto Bonini e politici locali, ospiti dello spazio M9 di via Poerio. Un appuntamento, voluto da Segre, per fare il punto sul complicato percorso per la realizzazione del progetto M9 affidato alla progettazione del duo di architetti Sauerbruch e Hutton. A settembre ci sarà una nuova presentazione aperta alla città. L’area del M9 nel frattempo tenta ancora di allargarsi: si punta ad acquisire nuovi immobili verso corte Legrenzi (leggi pezzo a fianco, ndr) per aprire nuovi percorsi pedonali in direzione del futuro complesso museale. E la Fondazione di Venezia, con la Polymnia, la società strumentale che ha acquisito la proprietà delle aree, si prepara a collaborare con il Comune anche alla realizzazione del nuovo arredo urbano di via Poerio, che da via Brenta Vecchia fino a galleria Matteotti, è finanziato dagli oneri di urbanizzazione (poco più di un milione di euro). Il recupero dell’ex convento, precisa Segre, va visto non nell’ottica della nascita di un centro commerciale ma di spazi commerciali di qualità che sono parte integrante «dello spazio M9, quello che finora abbiamo chiamato museo, e le altre strutture direzionali, commerciali, di servizio e di intrattenimento, di cultura che il progetto un po’ alla volta riuscirà a produrre con una importante ricaduta occupazione, prevalentemente giovanile». Un progetto di museo, non di , ma per Mestre, teso a raccontare le trasformazioni del Novecento ma anche ad attrarre il turismo che qui soggiorna per visitare la vicina Venezia (circa 2 milioni di persone) e l’area metropolitana ( da 1 milione e 200 mila persone). E così gli spazi si diversificano. M900, spiega Guido Guerzoni, sarà il nome dell’esposizione permanente, interattiva, con rotazioni di contenuti digitali. L’auditorium Mama sarà lo spazio per conferenze, convegni, spettacoli, di valore triveneto

con una mediateca senza carta. L’M000 sarà invece lo spazio delle esposizioni temporanea. Passato, presente e futuro, da declinare partendo da dieci grandi aree tematiche e tante sottosezioni in evoluzione, grazie alla collaborazione di illustri esperti.

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