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UNA FOTO UNA STORIA / Nel negozio del mistero tra cappelli e tabarri / FOTO

Da vent’anni Monica Daniele realizza le sue produzioni artistiche in Calle del Scaleter in una miriade di colori

Da vent'anni, Monica Daniele trascorre le sue giornate nella casa dei cappelli, il negozio tutto colori, mistero e fantasia che, lungo Calle del Scaleter, è impossibile non notare. I più timidi si fermano davanti alla vetrina per curiosare, i veri e fedeli amanti del copricapo individuano subito il loro habitat naturale. Dentro c'è di tutto: ci sono pile di intramontabili panama, che arrivano dall'Ecuador, i modelli pork pie da uomo, che piacciono tanto ai musicisti, un'infinita serie di cappelli di lana che esplodono di creatività e una famiglia di inimitabili cappellini da cerimonia. Inimitabili, certo, perché nascono tutti dalle idee di Monica, così come i cerchietti da donna perfetti per i matrimoni con quel tocco di “british”. Non è sempre facile, nel suo negozio particolarissimo, capire dove ci si trova: c'è l'angolo dei copricapi da uomo, dal quale spunta il gettonato modello “Corto Maltese”, quello dei cappelli di paglia, in assoluto i più indicati per ripararsi dal sole estivo, e quello pieno di femminilità che salta all'occhio come un intrico di velette colorate, piume, bottoni, uccellini, fiori e nastri che fanno tanto pensare a Kate Middleton e alla Regina d'Inghilterra. Monica Daniele crea e decora a mano gran parte dei suoi copricapi e un'altra parte raggiunge la laguna arrivando da aziende internazionali che li realizzano in base a modelli da lei commissionati.

L'amore per la moda ce l'ha nel sangue: cresciuta in una famiglia di sarte, ha iniziato a riempire della sua arte questo negozio all'inizio degli anni Novanta, quasi per caso: «Mi ero diplomata all'Accademia – racconta – ma più che una carriera da pittrice, mi interessavano molto il recupero dell'usato e la sartoria. Dopo aver aperto un negozio vintage nei pressi di Campo San Polo, mi sono specializzata in cappelli e ho avviato questa attività, che tuttora mi dà molte soddisfazioni». Un ringraziamento va alle tante signore anziane che, al suo primo negozio, bussavano per chiedere caldi cappelli per l'inverno: «Mi sono resa conto quasi subito che indossarli, per i veneziani, è indispensabile: camminiamo sempre a piedi, esposti al gelo dell'inverno e al caldo dell'estate – spiega Monica Daniele – Per questo ho deciso di dedicarmi a essi affiancandoli ai tabarri, che i diplomatici europei amano tanto indossare sopra lo smoking».

I tabarri sono da sempre l'altra specialità di Monica, complementare a quella dei cappelli, grazie ai quali nascono originali e vistose combinazioni. Una su tutte: quella con il classico tricorno veneziano. Addirittura Steve Jobs ha comprato da lei un tabarro, attraverso la sua agenzia. «Di cui sono passati diversi clienti famosi – racconta la modellista –. Il batterista dei Metallica, per esempio, e poi Donald Sutterland, Susy Bladi, Giuliana Sgregna. Ho una buona clientela di giovani, di cui molti “addetti ai lavori” del settore moda o cultori di stili avantgarde, fino ai dandy molto attenti ai dettagli».

Uno dei modelli di cappello più richiesti è il Fedora tinta vinaccia, ispirato a un'immagine in cui il poeta Ezra Pound ne indossa uno simile. E se nel nutrito gruppo di clienti affezionati ci sono ancora molti veneziani, Monica Daniele si è ormai abituata a parlare diverse lingue. «Gli australiani sono sicuramente fra i più colti e attenti amanti del cappello – spiega –. Sono abituati a portarlo per proteggersi dal sole e cercano soprattutto la morbidezza dei materiali». Ma un vero boom,

in fatto di cappelli, sta interessando il pubblico giapponese: «Negli ultimi anni ho servito moltissimi turisti provenienti dal Giappone, che prestano molta attenzione a riparare il capo dai raggi del sole, fatali per il cancro alla pelle».

 

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