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Imu, batosta a Mirano Santa Maria di Sala ride

Si va dall’imposta di 90 euro a famiglia per la prima casa ad appena 17,5 Colpa dell’aliquota al 5,5 per mille voluta dal commissario prefettizio

MIRANO. Cara Mirano, quanto mi costi. Pochi giorni dopo la rassegna demografica, ecco quella delle tasse sulla casa. Quanto costa ai miranesi “l’Imposta municipale propria”, cioè la famigerata Imu? Tanto, per la precisione quasi 90 euro di media a famiglia. Uno spinetense ne paga in media 67. Va bene, la città verde con la piazza ovale e la movida è anche quella che ha tutti i servizi, dall’ospedale alle scuole e quelli, si sa, si pagano. Ma che salassi! Spostandosi di un paio di chilometri, a Santa Maria di Sala, la differenza è abissale: un salese ha pagato in media solo 17,5 euro. Una differenza con Mirano di ben 72 euro e mezzo. Un miranese ha pagato di Imu oltre cinque volte quello che ha pagato un salese.

A fare l’analisi è il Comune di Spinea, che ha voluto paragonare i dati con i paesi demograficamente simili (Mirano, ma anche Martellago, Mira, Jesolo, Portogruaro, Scorzè e San Donà) per dimostrare come gli spinetensi, alla fine, abbiano pagato meno degli altri, sia per la prima che per la seconda casa.

Mirano e Spinea. Con 2.447.018 mila euro di gettito Mirano è il comune che ha incassato di più dall’imposta sulla prima casa. Spinea, che ha più o meno lo stesso numero di abitanti, ne ha incassati 1.858.275.

Il commissario. Il caso Mirano è noto: per far quadrare i bilanci il commissario prefettizio Gulletta ha stabilito lo scorso anno un’aliquota che gli addetti ai lavori chiamano “tecnica”, i cittadini invece “mazzata”: 5,5 per mille, tra le più alte in provincia, appena ritoccata al ribasso di 0,2 punti dalla nuova giunta. Dopo Venezia (caso a parte) e Mira (che però ha oltre 10 mila abitanti in più), Mirano è dunque il comune dell’intera Provincia di Venezia col gettito più alto sulla prima casa. Ha messo da parte più di Chioggia (circa 50 mila abitanti) e San Donà, che però li ha raccolti tra oltre 40 mila residenti.

Gli “altri fabbricati”. Mirano è avanti anche alla voce “altri fabbricati”: 6.930.541 euro incassati, anche se in questo caso il comune lascia i primi posti in provincia ai comuni del litorale, che “ricaricano” i bilanci sulle seconde case, facendo pagare principalmente i turisti rispetto ai residenti. «Siamo stati costretti ad agire nella cornice di un bilancio già approvato, ai tempi del commissario», ribadisce il sindaco miranese Maria Rosa Pavanello, «non ci è stato possibile fare molto. Tutto ciò che la difficile situazione ci consentiva, l’abbiamo messo in pratica, abbassando l’aliquota sulla prima casa dal 5,5 al 5,3 per mille e dal 10 al 9, 8 per le seconde case».

L’altro Miranese. A Santa Maria di Sala c’è la media più bassa di Imu sulla prima casa di tutto il Miranese: un salese ha pagato intorno ai 17 euro e mezzo e tanti sono rimasti esenti grazie al basso valore catastale dell’immobile. Si capisce così anche il boom demografico del comune, schizzato dai 13 mila abitanti del 2000 ai 17.614 attuali: all’ombra di villa Farsetti forse non si vivrà meglio

che a Mirano, ma di sicuro si paga meno. Poco gettito anche nella piccola Salzano (19,5 euro in media per abitante). Un noalese ha pagato in media 26 euro, uno scorzetano 38, mentre a Martellago i residenti hanno sborsato in media 57 euro procapite.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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