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Spiaggia sparita, rabbia e proteste

Grido d’allarme del sindaco al Magistrato alle Acque. Gli operatori: «Usare fondi della Legge speciale»

CHIOGGIA. Un intervento straordinario del Magistrato alle acque per fermare l’erosione della spiaggia. Lo chiede a gran voce il sindaco Giuseppe Casson all’indomani dell’ennesimo episodio di maltempo eccezionale che ha fatto sparire metri e metri di spiaggia portandosi via tutte le barriere di protezione. I danni maggiori si contano proprio sulla costa, mentre nei centri storici l’acqua alta ha causato disagi ma non situazioni drastiche. Veritas risponde alle polemiche sui cassonetti e i rifiuti galleggianti spiegando che l’unica alternativa era lasciare scoperta la città togliendo i contenitori per mezza giornata.

Spiaggia ko. Le violente condizioni meteo di lunedì hanno messo in ginocchio la spiaggia che ancora una volta, e forse in modo ancor più drastico del primo novembre, ha dovuto soccombere alla forza del mare. Le onde si sono portate vie tutto: sabbia, cancelli, dune, massicciate e barriere di protezione. L’acqua è arrivata ai chioschi facendo sparire metri e metri di battigia e lasciando una scia di rifiuti di ogni tipo.

Interventi straordinari. Constatato l’ennesimo disastro martedì gli operatori di Sottomarina e di Isola Verde hanno chiesto all’amministrazione di attivarsi in maniera straordinaria anche attingendo ai fondi della Legge Speciale (a giorni dovrebbero arrivare i 7.5 milioni di euro stanziati nel luglio 2011 e sbloccati dal Comitatone solo di recente, ndr). Si chiede che non solo partano i lavori per la diga sofolta (5 milioni di euro) che salverà dalle mareggiate la parte sud di Sottomarina, su cui il Magistrato non ha ancora dato il via libera definitivo, ma che interventi definitivi vengano pensati anche per Isola Verde dove sono in programma solo operazioni di ripascimento destinato a svanire alla prima mareggiata.

Appello al Magistrato. Ieri il sindaco si è rivolto direttamente al Magistrato alle Acque. «Gli interventi concordati», chiede Casson, «devono essere considerati prioritari e vanno realizzati con somma urgenza. Il problema dell’erosione in questi mesi si sta riproponendo ciclicamente e sta diventando cronico. La devastazione del nostro cordone litoraneo deve trovare soluzioni urgenti se vogliamo salvaguardare una risorsa ambientale e anche economica, vitale per il settore turistico. Dobbiamo correre ai ripari con tempestività perché ogni mareggiata eccezionale devasta il nostro territorio con danni milionari». La questione erosione è stata anche al centro ieri del tavolo tecnico dei sindaci del litorale che si è tenuto a San Michele al Tagliamento.

Problema rifiuti. Dopo le polemiche sui cassonetti galleggianti e sui rifiuti sparsi per il centro, Veritas spiega che non esistevano soluzioni alternative. «Sul posizionamento dei bidoni», spiega il vicepresidente di Veritas, Giacinto Pesce, «a suo tempo avevamo espresso molte perplessità proprio in relazione a possibili fenomeni di acqua alta. Dalle 5 del mattino squadre di rinforzo sono intervenute per far fronte all’evento eccezionale e già alle 11 di martedì la situazione era tornata normale. Togliere 260 bidoni prima della risalita della marea voleva dire lasciare la città senza cassonetti per oltre mezza giornata.

Un costo elevato e un disagio certo per i cittadini. Non esistono sistemi di ancoraggio a terra e da tempo stiamo studiando un sistema non invasivo, ma dobbiamo superare i vincoli posti dalla Salvaguardia».

Elisabetta Boscolo Anzoletti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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