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Turismo, crollo al Lido Salvi Venezia e il litorale

La crisi colpisce la spiaggia della città: meno 12%. Calano notevole di italiani Bene gli stranieri, in crescita in centro storico i bed & breakfast (più 21 per cento)

Il turismo veneziano nel 2012 ha tenuto, nonostante la crisi. È questo il “verdetto” che scaturisce dai dati finali sull’annata 2012 resi noti ieri dall’Apt della Provincia di Venezia.

Nell’ambito comunale arrivi e presenze segnano un calo di poco più dell’uno per cento, ma per quanto riguarda il centro storico la diminuzione è ancora più sfumata, con un calo dello 0,63 per cento per gli arrivi - di poco inferiori ai 25 milioni e dello solo 0,09 per cento delle presenze.

Stabile anche la durata della presenza media dei turisti in città, che resta inchiodata ai due giorni e mezzo. La situazione più pesante - si può parlare, in questo caso, di crisi - riguarda invece il Lido che ha perso circa il 12 per cento sia per gli arrivi, sia per le presenze.

«In linea generale - commenta il presidente dell’Apt provinciale Enrico Miotto - riguardo la provenienza il 2012 ha registrato una forte flessione dei flussi interni ed una sostanziale tenuta del mercato estero con un incremento dei paesi di lingua tedesca lungo il litorale e di russi e cinesi nella città d’arte, a cui segue una riduzione dei pernottamenti e quindi del soggiorno medio (meno di 7 giorni) per il Balneare ed una tenuta (circa 2 giorni) per la Città d’arte ed Entroterra veneziano (meno di 2 giorni). Da segnalare, infine, la crescita dell’entroterra che registra, grazie all’ottima “performance” delle zone comunali di Quarto d’Altino e Noventa di Piave, lo spostamento dei flussi verso l’area orientale della gronda lagunare».

A soffrire a Venezia nel settore alberghiero - che registra comunque in generale un calo contenuto - è stato soprattutto il comparto degli alberghi di lusso e a cinque stelle, che hanno perso oltre l’11 per cento dei loro clienti e quasi il 30 per cento di quelli italiani: un vero crollo, complice proprio la crisi economica.

La perdita della clientela straniera sfiora invece il 10 per cento. Molto più contenuta la diminuzione per i 4 stelle (inferiore a punto), anche se pure in questo caso gli italiani sono calasti di circa il 9 per cento.

Ma anche gli alberghi più economici, a una o due stelle, hanno perso circa il 10 per cento dei propri clienti, e la perdita per quelli italiani sfiora o supera il 20 per cento.

Chi non conosce la parola “crisi” sono invece i bed & breakfast che nel 2012 hanno visto crescere di circa il 21 per cento gli arrivi e del 18 per cento le presenze.

C’è stato, in sostanza, un travaso di clientela, con una fetta consistente di turisti che prima a Venezia pernottava in albergo e che invece ora sceglie i bed & breakfast. !Esplosi anche gli agriturismi che vedono crescere gli arrivi di oltre il 147 per cento (sic!) e le presenze del 64 per cento.

Contraddittorio il caso delle case di religiose di ospitalità - molto diffuse in centro storico - che vedono gli arrivi calare del 9 per cento, ma le presenze crescere di oltre il 23 per cento. Tra gli stranieri, da segnalare il grande ritorno degli Stati Uniti.

Sono al primo posto per gli arrivi - ben oltre il mezzo milione - seguiti a distanza da Francia, Gran Bretagna, Giappone, Germania e Cina. Ma guidano anche la classifica delle presenze (circa un milione e 200 mila) seguiti dagli stessi paesi, solo con la

Spagna al posto della Cina.

Il centro storico comunque monopolizza oltre la metà dei movimenti turistici di tutta la provincia, ma crescono gli arrivi anche nella Riviera del Brenta e nel resto dell’entroterra.

Enrico Tantucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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