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Vigile giocava a calcetto durante l’orario di lavoro

Deve rispondere di truffa aggravata, il Comune si costituisce parte civile. Agostini: «Si faceva cambiare i turni per farli coincidere con le partite»

VENEZIA. È accusato di aver timbrato regolarmente il cartellino nel suo ufficio di vice commissario di Polizia municipale della sezione San Polo, Santa Croce, Dorsoduro, per poi prendere la sacca sportiva e andare a giocare a calcetto, in orario di lavoro. Ora A.L. deve rispondere di truffa, aggravata dall’aver raggirato un ente pubblico come il Comune: rischia da 1 a 5 anni di reclusione.

I fatti risalgono al 2007. L’uomo - spiega il direttore generale del Comune, Marco Agostini, allora comandate di Polizia municipale - «è stato tolto dal servizio attivo non appena avuta notizia dell’inchiesta e, in attesa degli sviluppi del processo, messo ad altri incarichi al di fuori della Polizia municipale. Addirittura, chiedeva il cambio dei turni di servizio perché coincidessero con le partite di calcetto, in modo tale da andarci proprio in orario di lavoro».

La notizia torna di attualità perché ilComune - con una delibera di giunta dei giorni scorsi - ha deciso di costituirsi parte civile nel procedimento contro il suo dipendente: in caso di condanna scatterà il licenziamento e la richiesta di risarcimento danni, morali e d’immagine. Nei giorni scorsi, infatti, il vice commissario “congelato” è stato rinviato a giudizio davanti al Tribunale di Venezia. Secondo il capo d’imputazione «in più occasioni, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, con artifici e raggiri consistiti - alternativamente - nel timbrare all’atto di prendere servizio e poi, senza ulteriormente timbrare all’uscita, né compilare alcuna richiesta di autorizzazione, nell’assentarsi indebitamente per prendere parte a partite di calcetto organizzate dal gruppo sportivo della Polizia municipale di Venezia (il 3 ottobre e il 2 novembre 2011), oppure nel timbrare all’inizio dell’orario, compilando subito per intero il foglio presenze annotando sia l’orario di inizio servizio sia quello d’uscita (23 novembre), allontanandosi poi indebitamente per andare a giocare a calcetto senza richiedere la previa, necessaria atorizzazione del proprio responsabile di sezione, così inducendo in errore l’amministrazione, dedicandosi durante l’orario di lavoro ad attività ludiche e procurandosi in tal modo ingiusto profitto (lo stipendio)». Nelle prossime settimane andrà a sentenza anche un altro procedimento contro uno dei vigili del gruppo sportivo - Andrea Badalin, che si professa innocente - accusato dalla pm Paola

Tonini di aver esercitato pressioni su commercianti ed albergatori affinché sponsorizzassero l’attività del gruppo, pena la mano pesante nei controlli. Accusa per la quale il vigile Michele Dal Missier è già stato condannato a 22 mesi con rito abbreviato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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