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«Romea commerciale? Non serve»

Opzione Zero attacca la Regione: progetto superato e inutile per colpa della crisi

DOLO. «La Romea commerciale? Non si regge dal punto di vista finanziario. La crisi l’ha resa un’opera anti economica, inutile e dannosa dal punto di vista ambientale. La Regione si intestardisce su un progetto privo di logicità, di fatto già morto». Durissima posizione dei comitati “Opzione Zero” con i portavoce Rebecca Ruvoletto e Lisa Causin che smontano la tesi dell’assessore Renato Chisso secondo il quale l’opera è in programma a partire dal 2014 e sta in piedi dal punto di vista finanziario.

Le critiche erano state fatte dai comitati chiedendo che si mettesse in sicurezza la Romea attuale, funestata da troppi incidenti e constatando che dopo la crisi, che continua dal 2008, il traffico sulla statale 309 attuale è diminuito del 30%. «La Orte-Mestre» spiega Opzione Zero «è un progetto del 2001, travolto dalla crisi economica e chiaramente inutile, se non per avvantaggiare le lobby del cemento che fanno profitti sulle opere in project financing. Sulla Orte-Mestre ci saranno inoltre i project bond, obbligazioni garantite e coperte dalla Cassa Depositi e Prestiti con i soldi del risparmio postale. Da luglio 2012 la Regione ha proclamato l’imminente approvazione della Romea Commerciale. Ma il tentativo di arrembaggio si è fermato trovando l’ostacolo del Ministero dell’Economia, ben prima delle dimissioni del governo. Perché? “Problema tecnico”, rispondono i tecnici. Ma l’ostacolo sembra, più nel dettaglio, di natura economica, data l’impossibilità di trovare un accordo tra Ministero delle Infrastrutture ed Economia per finanziare l’opera. Il piano economico- finanziario è un fantasma che non si mostra poiché proverebbe l’insostenibilità della Romea commerciale».

I comitati rincarano la dose contro la Regione che a tutti i costi vuole partire «Evidentemente, per l’assessore Chisso» continuano Causin e Ruvoletto «l’opera è finanziariamente solida perché pagata dai cittadini risparmiatori, con gli stessi stratagemmi che abbiamo visto per il Passante di Mestre e che portano ai noti aumenti dei pedaggi. Queste opere non stanno in piedi da sole e il 44% sono ferme al palo (dati Ance) per problemi economici».

Durissimo l’attacco finale. «Questa classe politica» conclude «dietro ai termini “sviluppo” e “crescita” maschera scelte devastanti sotto i profili ambientale, territoriale ed economico. E i debiti vengono poi scaricati sulle tasche dei cittadini». (a.ab.)

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