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polemica a cinto

Laghi demaniali? Lo dirà il Genio Civile

CINTO. Scoppia il caso del lago Premarine, diviso tra Friuli e Veneto, ed essenziale componente, insieme agli altri tre laghi di Cinto, per la costituzione del Parco Lemene Reghena. Gianluca Falcomer,...

CINTO. Scoppia il caso del lago Premarine, diviso tra Friuli e Veneto, ed essenziale componente, insieme agli altri tre laghi di Cinto, per la costituzione del Parco Lemene Reghena. Gianluca Falcomer, consigliere della “Lista Caomaggiore” ha protocollato la risposta sulla “Demanialità delle acque” fornita già nell'aprile 2012 dal Genio civile.

La commissione comunale Parco, di cui Falcomer fa parte, aveva richiesto, a marzo dello scorso anno, chiarimenti sulla situazione di demanialità delle acque al Genio civile, sulla scorta di quanto aveva evidenziato a suo tempo l'avvocato Ivone Cacciavillani alla Provincia, che ne stava perfezionando l'acquisizione proprio per il costituendo Parco. Transazione bloccata dalla Cassazione, in funzione della demanialità pubblica, nell'aprile 2008. Da, allora, però, non era seguito alcun atto ufficiale. Tutto sembrava finito nel dimenticatoio.

Così mentre la Regione Friuli aveva già acquistato la porzione di lago che ricadeva sul suo territorio, altrettanto non ha potuto fare Venezia per la rimanente superficie.

«Per questa operazione erano stati destinati dalla Provincia, oggi dirottati altrove, 451mila euro, di cui 91mila per la costruzione di piste ciclopedonali interregionali» spiega l'ex sindaco Luigi Bagnariol «che avrebbero completato il percorso tra il Lago Premarine, i prati Burovich di Sesto al Reghena e i Mulini di Stalis».

«Da allora si è verificata una situazione di stallo» dice Falcomer «se la Provincia non intende più procedere all'acquisto, non si capisce quale sarà il futuro del lago e chi dovrà farsene carico in relazione al Parco».

Da qui la proposta di delibera con cui si impegna il sindaco a fissare due incontri: uno con il Genio civile per conoscere lo stato della procedura avviata su istanza dell'Agenzia del Demanio, l'altro con l'assessore regionale competente per accertare la demanialità pubblica del lago Premarine.

A questo punto

potrebbe aprirsi un contenzioso che interesserebbe anche il futuro degli altri laghi. Aree lasciate in mano ai privati dopo aver concesso loro l'estrazione di milioni di metri cubi di ghiaia per la costruzione dell'A28.

Gian Piero del Gallo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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