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Venezia copierà Marcon sul testamento biologico

Caccia: «È una delle ipotesi che stiamo discutendo». Anche Musile ha chiesto di vedere la convenzione sulle ultime volontà firmata con il Collegio notarile

MARCON. Dopo la firma della convenzione tra Marcon e il Collegio Notarile di Venezia, più di qualche altra amministrazione comunale della Provincia, ha chiesto delucidazioni al Comune, per consentire ai propri cittadini di dare valore giuridico alle proprie volontà di fine vita. Tra queste c’è il comune di Musile di Piave, ma anche lo stesso comune di Venezia.

Si sa che le sensibilità in questo campo sono molte e mettere d’accordo i partiti, non è altrettanto facile, ma come ce l’ha fatta il sindaco Andrea Follini, potrebbero spuntarla anche altri. L’accordo sottoscritto tra notai e Comune sulla scorta dell’istituzione del servizio di deposito delle dichiarazioni anticipate di trattamento di fine vita, prevede che i residenti di Marcon che desiderino lasciare per iscritto cosa vogliono accada loro quando a causa di una malattia o di un incidente non saranno in grado più avvalersi delle proprie facoltà, possano farlo.

In sostanza il Comune mette a disposizione un notaio che riceverà e conserverà e dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat), il cosiddetto “testamento biologico”.

«Quella di Marcon», spiega il consigliere comunale veneziano e capogruppo di Lista in Comune Beppe Caccia, «è una delle ipotesi che stiamo discutendo». «Da tre settimane siamo tornati ad esaminare la materia in prima commissione e siamo arrivati ad un accordo di massima, che ci consentirà entro un mese di arrivare ad un voto e istituire il registro come principio». Precisa Beppe Caccia: «È importante che, come ha fatto Marcon, prima ci sia un atto del consiglio che si pronuncia. Poi», spiega il consigliere comunale di venezia, « le concrete modalità attuative e operative la demandiamo alla Giunta che con uffici, anagrafe e stato civile, produca la formula che funzioni meglio».

«Marcon», continua Beppe Caccia, «ha votato un atto che garantisce ai cittadini che lo vogliono di esprimere una scelta e dare alle loro dichiarazioni l’autorevolezza che oggi non c’è». La convenzione con i notai? «È positiva», dice Caccia, «spiace che Venezia arrivi dopo, il problema è che siamo in ritardo a fare questa scelta di civiltà. In un’ottica di città metropolitana», conclude Caccia, «dovremmo avere un ruolo guida, invece rischiamo di essere il fanalino di coda».

Nel frattempo Luisa Codato, dell’associazione Luca Coscioni, oltre

a diffondere e pubblicizzare l’iniziativa, annuncia che prenderà appuntamento con il notaio, per essere tra i primi, se non la prima, a usufruire del nuovo servizio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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