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Tram, superato il primo vero test

Prove dalle 20 da Favaro a via Sernaglia e ritorno, oggi si ripete. La prossima settimana si decide

Ieri prove di corsa in notturna , senza trattore, per il tram. Mezzo rosso in marcia autonoma, alla velocità di 15 chilometri orari, da via Monte Celo fino a via Sernaglia in andata e ritorno. Partenza da Favaro fissata alle 20; alle 20.15 il mezzo è uscito dal deposito di Favaro, direzione Mestre per una serie di prove di corsa durate un’ora e mezza. Attesa in particolare per il passaggio nel punto cruciale dove il 2 ottobre il mezzo di trasporto ha dovuto fermarsi per un incidente alla linea elettrica. È il primo test elettrificato in vista della ripresa del servizio, dopo i rinvii degli ultimi giorni e i ritardi nei test finali dell’impresa. Alle 20.50 il tram è in piazza Barche. «Il mio cuore ha sobbalzato ma superato il punto dell’incidente mi sono rasserenato, va tutto bene», commenta Antonio Stifanelli da una delle macchine del corteo del tram, due davanti con i vigili in testa, quattro dietro con il camioncino gru da usare in caso di inconvenienti al pantografo. Prove che verranno, pare, anche oggi dalle 14.

In Comune c’è irritazione per lo slittamento, oramai certo, della ripresa delle corse dal 14 al 21 gennaio. Il Pdl torna a chiedere le dimissioni di Ugo Bergamo. Dal Pd, Claudio Borghello spiega che «si vivono ore di attesa e irritazione e si spera che si arrivi prestissimo alla ripresa delle corse altrimenti servirà dare spiegazioni». Pmv punta sulla massima cautela: «Non faccio più previsioni», dice il presidente Stifanelli che ha passato l’intera giornata di ieri in riunione con l’Ati e la direzione lavori.

«Se venerdì come dice l’Ati consegneranno tutta la documentazione affinché questa arrivi all’Ustif che l’ha richiesta completa, si può pensare che lunedì o martedì potremmo essere convocati dalla commissione e allora capiremo quante e quali altre prove ci vengono richieste. Se tutto va bene a metà settimana prossima potrebbe esserci il pre-esercizio ma a questo punto non faccio più previsioni anche perché i ritardi di questi ultimi giorni non dipendono certo da noi e non ci possono essere imputati». Ancora una volta torna l’irritazione a guidare i rapporti tra la società e le imprese capeggiate da Mantovani e Gemmo. Lo stop di tre mesi ha causato danni, stimabili in quasi 2 milioni di euro; ha costretto migliaia di passeggeri soddisfatti del tram a tornare a stiparsi in bus sovraffollati e talvolta in ritardo. I due bus, uno vicino all’altro, messi in campo negli orari del tram non sono capienti quanto i quattro vagoni della tramvia mestrina. E con le polemiche per il rinvio alla ripresa delle corse, tornano pure i dubbi su un sistema di trasporto che molti in città continuano a vedere come un inutile spreco. Il consigliere comunale Valerio Lastrucci, passato da Idv al gruppo misto, ieri su Facebook ha scritto: «Ma cosa bisogna che succeda per far capire che il tram che stiamo usando a Mestre è un mezzo obsoleto,energivoro, invadente, poco adattabile alla variazione della domanda e enormemente costoso sia come costruzione che come gestione». Renato Boraso (civica Impegno) ha già annunciato per venerdì mattina una sua azione di protesta davanti al centro Le Barche sui binari del tram. «Farò io le prove tecniche di funzionamento», ha preannunciato

senza svelare però i contenuti del suo blitz.

Temi che torneranno lunedì quando in consiglio comunale si discuterà del progetto di portare il tram fino a San Basilio, con una nuova linea.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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