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Moraglia tra le detenute del carcere della Giudecca

Le donne recluse lo hanno salutato, una per una, nelle loro lingue di origine. Il patriarca: «Valorizzare il ruolo delle donne»

VENEZIA. Il Patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, ha visitato, per la prima volta, le detenute del carcere femminile alla Giudecca che lo hanno accolto salutandolo una per una nelle loro lingue madri.

Si tratta di 73 detenute, di cui solo una trentina italiane. Il Patriarca ha celebrato la messa e al momento dell’omelia ha ribadito i concetti espressi nella messa di Natale a San Marco, evidenziando il ruolo delle persone ed in particolare dell’essere «persone al femminile», quindi ha ricordato quanto sia fondamentale «valorizzare il loro essere donne».

Nel corso della visita, mentre veniva illustrata l’attività delle carcerate - orto, profumeria, sartoria e teatro - il Patriarca

ha sottolineato come queste attività debbano essere di stimolo per vivere l’oggi in funzione di un domani diverso con il ritorno alla vita civile. Un errore - per

Moraglia - sarebbe il consumare il tempo della detenzione rinunciando al vivere comunque appieno il dono della vita.

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