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Truffò l’anziana incapace Condannata assistente

Musile. La dipendente comunale Martina Ormenese si era fatta consegnare 40 mila euro da una donna affetta da demenza senile. Spunta il riciclaggio

MUSILE.

Condanna confermata in appello, per circonvenzione di incapace, per Martina Ormenese, 45 anni, residente a SanDonà e assistente sociale per il Comune di Musile di Piave, accusata di aver approfittato dello stato di demenza senile di un’anziana che aiutava saltuariamente - Emma G., oggi 86 enne - facendosi consegnare dalla donna 40 mila euro.

I giudici della Corte di Appello - presidente Risi - hanno confermato la condanna a 1 anno e 4 mesi di reclusione (pena sospesa) inflitta in primo grado con rito abbreviato, riducendo solo da 60 a 55 mila euro il risarcimento danni dovuto all’anziana, ma liquidandolo in via definitiva, con in più il pagamento delle spese legali.

«Accogliendo anche una nostra precisa richiesta, come parte civile», spiega l’avvocato Renato Alberini, legale dell’anziana, «la Corte ha anche trasmesso gli atti al pubblico ministero perché si indaghi anche sull’ipotesi di reato del riciclaggio, articolo 648 bis, che a nostro giudizio va contestato».

I fatti risalgono all’aprile 2006, quando Ormenese accompagna l’anziana in banca a riscuotere 40 mila euro: un cassiere testimonierà che i soldi sono finiti nella borsa dell’assistente sociale, che si è sempre difesa sostenendo di non aver tenuto quel danaro, ma di averlo consegnato alla proprietaria. A sua difesa anche una collega di lavoro Valentina Davanzo - che aveva dichiarato di essere stata in banca e aver visto l’anziana incassare il danaro, salvo poi essere smentita in una lettera anonima arrivata all’avvocato Alberini - e l’ex sindaco di Musile Walter Menazza, per i quali erano stati rinviati alla Procura gli atti. Le indagini bancarie prodotte dell’accusa, raccontavano di 33 mila euro versati in quei giorni sul conto della suocera dell’assistente sociale e poi di altrettanti soldi (con 9 bonifici) girati dalla donna sul conto corrente di figlio e nuora, nei giorni successivi. Un passaggio di danaro che - secondo la parte civile e ora dovrà decidere la Procura - preficura oltre all’accusa di circonvenzione di incapace, anche quella di riciclaggio.

«Contiamo anche, finalmente, sul pagamento del risarcimento danni», conclude l’avvocato Alberini, «la signora Emma è molto anziana, non sta bene e la famiglia ha sempre più necessità di quel danaro al quale ha diritto».

Roberta De Rossi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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