Menu

Una tredicesima su tre è a rischio: «Manca liquidità»

Dopo l’appello della titolare dell’Aga di Concordia, la Cgia conferma: «Aziende artigiane in difficoltà»

Quasi un’azienda artigiana su tre è in difficoltà per il pagamento della tredicesima ai dipendenti: c’è chi ne verserà solo una parte e chi farà slittare il pagamento tra gennaio e febbraio. «Colpa delle tante scadenze fiscali di dicembre, dei ritardi nei pagamenti e della stretta creditizia: le piccole aziende hanno maggiori difficoltà rispetto alle grandi, considerato che hanno un potere contrattuale minore», spiega Paolo Zabeo del Centro studi della Cgia di Mestre dopo la lettera-testimonianza dell’imprenditrice di Concordia Sagittaria pubblicata ieri sul nostro giornale.

«È difficile avere un dato preciso, ma è possibile stimare che le aziende della provincia in difficoltà nel pagamento delle tredicesime siano il 30%», spiega Zabeo, «e molte sono state le segnalazioni che ci sono giunte nei giorni scorsi dai nostri associati. Questo non vuol dire che non verranno pagate, ma che verranno liquidate solo in parte, o nei prossimi mesi».

A pesare sulle aziende è la mancanza di liquidità. I soldi molto spesso ci sono, ma sono «virtuali» come ha raccontato Serenella Antoniazzi dell’azienda A.g.a. di Concordia nella sua lettera. Colpa della stretta creditizia delle banche - obbligate a una maggiore attenzione dalle sofferenze in aumento - e dei ritardi, biblici soprattutto quelli della pubblica amministrazione, nei pagamenti delle fatture. In Italia nel 2011 la pubblica amministrazione ha pagato a 180 giorni (52 giorni in più rispetto al 2009) con un ritardo medio di 90 giorni. Tra privati e imprese il pagamento è stato a 79 giorni, con ritardi medi di 34 (più 4 rispetto al 2009). Nel rapporto tra imprese e imprese invece il pagamento è avvenuto a 103 giorni, con 34 giorni di ritardo rispetto a quanto pattuito (13 giorni in più rispetto al 2009).

«So che lavorare con l’acqua alla gola è terribile», aggiunge Zabeo della Cgia, «ma dico agli imprenditori come Serenella Antoniazzi di tenere duro».

Anche perché qualche piccolo segnale di sostegno sta arrivando. Dal primo dicembre il pagamento dell’Iva è “per cassa” ovvero il contribuente - con un fatturato inferiore a due milioni di euro - può liquidare l’imposta sul valore aggiunto al momento dell’incasso del corrispettivo da parte del cliente (o di un terzo). L’altra data da cerchiare in rosso è il primo gennaio 2013, giorno in cui entra in vigore la direttiva europea che obbliga i committenti pubblici e privati a pagare entro 30, o al massimo 60 giorni, a seconda dei casi «e con tassi di mora del 9% sul valore della transazione. Un provvedimento che dovrebbe aiutare a risolvere il problema delle liquidità, anche se varrà solo per i contratti stipulati dal primo gennaio, mentre resta tutto il problema sul pregresso, che il governo non ha risolto».

Della nuova direttiva sull’obbligo dei

pagamenti si parlerà domani alle 20.45 al centro civico di Marcon in un convegno organizzato dalla Cgia al quale parteciperà, oltre a Zabeo del Centro studi, anche Andrea Cirrincione, commercialista revisore dei conti ed esperto in diritto tributario.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro