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Un premio ai migranti, italiani come noi

PORTOGRUARO. «Può essere diverso il colore della pelle, ma quello del sangue è rosso per tutti»: questo il messaggio della poesia letta da Olivia Mogosanu. Concetto anticipato anche dal vicesindaco...

PORTOGRUARO. «Può essere diverso il colore della pelle, ma quello del sangue è rosso per tutti»: questo il messaggio della poesia letta da Olivia Mogosanu. Concetto anticipato anche dal vicesindaco Luigi Villotta nel suo intervento: «Sono maturi i tempi per approvare la legge che dia la cittadinanza a chi nasce in Italia perché è assurdo vedere giovani nati qui, che frequentano le nostre scuole, studiano con i nostri figli, poi giunti alla maggiore età, considerati ancora extracomunitari. Abbiamo scritto al presidente Giorgio Napolitano una lettera con la quale il Comune di Portogruaro sollecita una risposta in tal senso».

Poi il saluto del neoassessore Andrea Costa che ha elogiato l'orgoglio dei migranti: «È lo stesso che abbiamo espresso noi nelle varie terre d'emigrazione dove abbiamo portato la nostra e conosciuto l'altrui cultura». Infine, dopo il saluto di Alberto Turchetto della Croce Rossa, la manifestazione è decollata con Hajar Tanji e Linkesta Binakai che hanno introdotto il coro Bertolini Pascoli per l'inno “Fratelli d'Italia” diretto dal maestro Michele Bravin, con Lucrezia De Vecchi al pianoforte. Quindi suoni canti e balli della tradizione moldava romena eseguiti dal gruppo Hora Hunirii diretto da Sergiu Macovei, con le ballerine Viorica Celguteach e Svetlana Gineu, reduci insieme ai colleghi, dall'esibizione di Pordenone. Particolarmente commovente il momento della premiazione ai donatori fatta dal presidente dell'Avis Veneto, il dottor Alberto Argentoni alla presenza di presidenti delle sezioni locali. Sono stati premiati con targa Julian Stefa, albanese di San Stino; Ahouratou Nonni Yoda della Burkinabè di Annone Veneto; Frantiska Kasparova, ceca, di Portogruaro; Jasna Mirac, croata di Concordia Sagittaria. Un lungo scrosciante applauso per Alì Afroud, di 57 anni del Marocco, che in estate non ha esitato a gettarsi in mare tra gli scogli, rimanendo ferito, per salvare due bambini che stavano affogando, uno italiano e l'altro tedesco, nonostante fosse invalido per una operazione al cuore. Dopo l'esibizione di Iuanna Dragomir, sono salite sul palco “Le farfalle della Libertà” dirette da Riza Hikolli, bambini e ragazzi, i cui genitori provengono tutti dal Kosovo. Ancora canti dall'Albania con Cristina Hajdari; dal Kosovo “I paesi fanno festa” con Gelosh Hajdari,Gjin Loshi ed Ali Kurtaj. Dall'Ucraina il coro Roksolana con “Gloria al Bambin Gesù” e dopo l'assolo “Ucraina” di Dasha Dhzum, il gran finale con il Gruppo Orchestrale Bertolini diretto da Maria Celeste Clemente con “Joy to the World” di Hendel ed una Suite Natalizia. Le leccornie dei ragazzi dell'alberghiero Lepido Rocco dello chef Massimo D'Odorico

hanno concluso una giornata nel segno della convivenza tra i popoli sotto lo sguardo bonario di un Babbo Natale sorpreso da tanta multietnicità presente nella palestra Mecchia che ha ospitato la manifestazione.

Gian Piero del Gallo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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