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Federica Pellegrini ed Emma unite nella lotta contro il male

Va in onda per Telethon il corto di Bisacco: la nuotatrice veneziana con una bimba affetta da Sma, atrofia muscolare spinale

PADOVA. Chi ama anche solo minimamente il nuoto o i bambini non resterà impassibile, perché «La forza trasparente» tocca il cuore di chi lo guarda, perché ha la delicatezza e insieme l’energia di entrambi. Il cortometraggio, prodotto da Movimento Film con Rai Cinema, sarà trasmesso per la prima volta questa sera in tv su RaiUno alle ore 22.20 all’interno di Telethon. La regia è di Aldo Bisacco, padovano che ama confondere i dati sulla propria età (35 o 36 anni) e dirigere campionesse. Una è Emma, 10 anni, l’altra è Federica Pellegrini, mille medaglie. Come Bisacco, Emma è affetta da Sma (atrofia muscolare spinale). Lei, a sentire i medici, se ne sarebbe dovuta andare due anni orsono. «Una delle tematiche di Telethon 2012», spiega Bisacco, «punta sull’importanza dello sport per le persone affette da disabilità, pertanto sono stati coinvolti diversi campioni dello sport nazionale, che hanno incontrato numerosi bambini affetti da malattie genetiche».

Alla veneziana Pellegrini è stata affidata la padovana Emma, sotto la guida di un conterraneo. «Conoscevo Emma già da tempo, perché l’avevo diretta nello spot “Liberi di essere campioni” dell’Unione Italiana Lotta alla distrofia muscolare. Le ho dato solo qualche indicazione di massima per evitare il rischio di imbarazzi. Volevo che fosse tutto molto naturale e per questo il primo approccio fra Emma e Federica è stato direttamente in acqua».

Già, Federica, accusata di essere troppo “diva” da quando le sue mani hanno toccato la piastra troppo tardi. «Ho cercato di guardarla da compaesano, togliendo i filtri della notorietà. Mi aspettavo una persona rigida perché mi parlavano di un carattere difficile. Niente di più sbagliato: ho trovato una persona dolce e generosa, che ha fatto ed è riuscita a trasmettere molto più di quel che mi aspettassi».

Le riprese si sono svolte in acqua termale alla “Residence&Idrokinesis” di Abano della famiglia Borile e hanno richiesto una giornata di lavoro (mezza con Federica). Le due campionesse si sono conosciute e hanno giocato, poi ognuna è tornata alla sua vita. «Li facciamo sbagliare ogni anno», dice Federica ad Emma, riferendosi ai medici che ne avevano decretato la morte già nel 2010.

E mentre

Emma festeggia il trionfo di un altro compleanno guardando in televisione la gara della sua amica, Federica aggiunge un altro successo alla sua carriera di atleta. Entrambe sudano, lottano per vivere e per vincere. In fondo, sembra sussurrare il corto, la loro vita non è poi così diversa.

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