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Assalto al bancomat, caccia ai complici

I carabinieri stanno esaminando anche i filmati delle videocamere: ma i banditi avevano le teste incappucciate

CAMPOLONGO. I carabinieri di Firenze in collaborazione con i colleghi del Nucleo Investigativo di Mestre, stanno cercando di individuare nella nostra provincia i due complici di Massimo Trovò, il pregiudicato 49enne di Campolongo Maggiore saltato in aria mentre tentava di aprire con della polvere pirica la cassa continua di un supermercato in provincia di Firenze. L’attenzione dei carabinieri è indirizzata su alcuni pregiudicati della Riviera del Brenta che frequentavano il bandito morto e con precedenti per assalti compiuti ai danni di bancomat e casse continue.

A disposizione degli investigatori ci sono delle riprese fatte dalle telecamere del sistema di videosorveglianza del supermercato. Ma quanto viene ripreso non serve molto agli inquirenti. Infatti le due persone che si vedono in alcuni frame, assieme a Trovò e che poi si vedono allontanarsi hanno la testa incappucciata. Ora le immagini dovranno essere confrontate con quelle a disposizione dei carabinieri di Venezia che stanno indagando su alcuni assalti che si sono verificati, con la stessa tecnica, in Riviera del Brenta mercoledì notte e con altri due compiuti in Toscana la notte prima di quella fatale per Trovò.

Alcune perquisizioni sono state compiute dagli investigatori dell’Arma la notte stessa della morte del pregiudicato nella sua abitazione e in quella di alcuni altri banditi. Ben poco che si possa ritenere utile alle indagini è stato trovato.

Del resto chi era con Trovò quella notte difficilmente è tornato a casa e c’è da immaginare che se ne starà lontano per un po’. Massimo Trovò è morto alle 3 di domenica notte. Lo hanno identificato grazie alle impronte rilevate da un dito di una mano, rimasta integra anche dopo la potente esplosione. Massimo Trovò, 49 anni, è di Campolongo dove abitava in via Lova. È morto mentre cercava di fare saltare la cassa continua di un supermercato a Dicomano in provincia di Firenze. Un paese di poco più di 5mila anime dove era arrivato sicuramente con altri due complici della Riviera del Brenta, compagni di mille assalti a bancomat, prima con l'acetilene e ora con la polvere pirica. Trovò è morto mentre stava posizionando la piastra esplosiva che doveva servire a sventrare la cassa continua mentre i complici lo aspettavano all'esterno. Ma qualche cosa è andata storta e la piastra è esplosa mentre lui era ancora sul posto. L'esplosione lo ha sventrato e quando i carabinieri sono arrivati davanti al supermercato era a terra dilaniato mentre i complici erano spariti. Fino a un anno fa Trovò apparteneva a una "batteria" che privilegiava l'uso dell'acetilene per aprire bancomat e casse continue. Da quando banche e supermercati utilizzano rilevatori di gas per proteggere i piccoli forzieri i banditi sono passati all'utilizzo della polvere pirica. Infatti i rilevatori quando

registrano la presenza di acetilene all'interno dei piccoli forzieri fanno scattare un impianto che riempie di anidride carbonica il forziere e impedisce al gas di esplodere. Ecco allora che i banditi sono passati all'utilizzo delle piastre esplodenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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