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A Venezia le abitazioni più care d’Italia

Mercato immobiliare/lo studio di Nomisma: in media quasi 3.500 euro al metro quadrato, ma i prezzi sono in calo del 3,1 per cento. Il tonfo di Mestre: -5,6 per cento

Venezia centro storico, seguita da Milano e Roma, è la città più cara in Italia, per l'acquisto di una casa, ma il calo dei prezzi e il calo delle compravendite è ormai sensibile anche in laguna e ancora più pesante a Mestre. È quanto emerge dall'osservatorio sul mercato immobiliare di Nomisma - il noto istituto di statistica con il suo osservatorio immobiliare - che, nel suo studio sulla congiuntura del comparto nel secondo semestre 2012, ha messo in fila, per prezzi medi di compravendita, le prime 13 città del Paese.

Alla fine di ottobre, in un quadro che vede un calo generalizzato dei costi per l'abitazione in tutte e tredici le città, a Venezia, tenendo conto della cosiddetta media urbana (ossia della media tra strutture di pregio e tutte le altre tipologie abitative fino a quelle di periferia), si spendono 3.486 euro al metro quadro.

Rispetto all'anno precedente, la flessione del prezzo è del 3,1 per cento. A Mestre il costo medio al metro quadro è di 1.571 euro e il calo del 5,6 per cento. Ed è previsto ancora un biennio di sofferenza per il settore del mattone italiano.

«Le aspettative di timida ripresa per la fine di quest'anno», si legge nel rapporto dell'istituto di ricerca, «si sono fragorosamente infrante sui numeri a consuntivo.

Quando si pensava di avere ormai raggiunto la soglia di resistenza, dopo un quadriennio di continui arretramenti, si è abbattuto sul settore un nuovo tracollo di impronosticabile durezza. Le previsioni da questo punto di vista sono impietose, con transazioni residenziali ancorate sulle posizioni di metà anni '90 per il prossimo biennio». La ripresa non arriverà, dunque, prima del 2015 a livello nazionale, ma anche nell’area veneziana.

Nel novembre del 2013, rispetto al novembre di quest'anno, il calo di valore per il segmento delle abitazioni si dovrebbe attestare sul 4,3 per cento e sul 2,4 per cento nel 2014 mentre nel novembre del 2015 si potrebbe assistere a una ripresa dello 0,7 per cento.

La difficoltà di accesso al credito bancario per famiglie e operatori, nel momento di crisi attuale, è un’aggravante.

Per quanto riguarda il centro storico la diminuzione più limitata riguarda proprio le abitazioni di pregio (che hanno valori medi superiori ai 5.300 euro a metro quadro), calata di meno dell’1 per cento, perché rivolte anche a una clientela internazionale interessata all’acquisto di case di vacanza in laguna, con una dinamica simile per i negozi dove calano dell’1,3 per cento nel semestre quelli centrali, nell’area marciana, che hanno prezzi superiori ai 14 mila euro al metro quadro, mentre nelle zone semicentrali si sfiora il 2 per cento.

Un po’ più vivace il mercato degli affitti sotto il profilo della domanda, per la diminuzione dei canoni verificatasi negli ultimi anni e la sempre maggiore incertezza legata al mercato dei mutui, ma senza un apprezzabile aumento delle transazioni.

Un mercato “ingessato” dove molti preferiscono tenere immobili sfitti o invenduti pur di non diminuire troppo il prezzo richiesto.

Per quanto riguarda Mestre, invece, la debolezza della domanda coinvolge tutti i settori, con la sola eccezione per gli affitti delle abitazioni ed è molto difficile soprattutto per gli immobili di impresa.

Per tutte le tipologie di mercato la diminuzione di prezzo di abitazioni, uffici e negozi raggiunge e supera, nell’anno, il cinque per cento. Si allungano sempre più i tempi di compravendita che hanno ormai raggiunto livelli record anche su scala nazionale.

Per il comparto industriale, con i capannoni, diminuiscono gli scambi, calano in modo sensibile prezzi e canoni, aumentano notevolmente i tempi di vendita e di locazione e cresce lo sconto, che sfiora il 15 per cento rispetto al prezzo inizialmente richiesto.

Il 2013 per Mestre non si profila migliore, con un ulteriore, generalizzato calo dei prezzi che però non basterà a rilanciare la domanda.

L’unica eccezione potrebbe riguardare il mercato degli affitti di abitazione che potrebbe anche ripartire sul piano degli scambi, se i canoni, come è probabile, scenderanno

ulteriormente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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