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Terzo ponte sul Piave arriva il “no” dei sindaci

Doveva servire a smaltire il traffico commerciale, ma i costi sono troppo alti «Adesso dobbiamo sfruttare i due milioni e mezzo dell’urbanizzazione»

Terzo ponte, il no definitivo dei sindaci e amministratori della città del Piave. Nell'ultima riunione, primi cittadini e assessori delegati dei Comuni di San Donà, Musile, Noventa e Fossalta di Piave, hanno deciso che il terzo ponte, che doveva essere realizzato di fianco a quello della ferrovia, sarà messo definitivamente da parte.

I costi erano ormai saliti a circa 30 milioni. Troppi anche per sperare che ci fosse un contributo della Regione. Sono così decadute progressivamente tutte le ipotesi alternative, come lo sfruttamento del ponte autostradale con i lavori per la terza corsia, l'affiancamento al ponte ferroviario sfruttandone la struttura, oltretutto da poco modificata con le nuove campate, o la realizzazione ex novo. Una dibattito che ha caratterizzato gli ultimi 10 anni della politica nel Basso Piave.

Il terzo ponte sarebbe servito per velocizzare soprattutto il traffico commerciale tra le sponde di Musile e San Donà assieme al vecchio ponte della Vittoria e al nuovo ponte dei Granatieri. Resta il problema dei soldi accantonati a suo tempo per la realizzazione dell'infrastruttura, circa due milioni e mezzo di euro che furono raccolti con gli oneri di urbanizzazione a carico delle imprese che costruirono nell'area vicino al ponte ferroviario. Una somma importante, allora, che sarebbe dovuta essere una base di partenza per l'ulteriore finanziamento. A breve ci sarà un incontro con gli imprenditori che versarono gli oneri per ragionare sul loro futuro impiego. Si teme infatti che possa essere chiesta immediata restituzione delle somme, creando non pochi problemi.

L'assessore ai lavori pubblici del Comune, Giansilvio Contarin, sta seguendo questa fase molto delicata e organizzerà un prossimo incontro con gli imprenditori interessati per decidere cosa fare. Intanto il sindaco e deputato di Musile, Gianluca Forcolin, lancia una sua proposta. «Quei 2 milioni e mezzo di oneri di urbanizzazione», spiega Forcolin, «potrebbero essere impiegati per il miglioramento della viabilità nel Basso Piave, superando quei blocchi che ancora resistono e causano grossi problemi al traffico veicolare. Ci sono diversi interventi da coordinare con le varie

amministrazioni comunali per cercare assieme di superare i punti critici della viabilità locale e questi 2 milioni e mezzo di euro consentirebbero senza ombra di dubbio di intervenire al più presto e in modo incisivo».

Giovanni Cagnassi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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