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Interrogati gli amici e i vicini di casa

I carabinieri a caccia degli aggressori dell’infermiera rimasta vedova due mesi fa. La donna ancora sotto choc

FOSSALTA DI PIAVE. Rapina con sequestro a Fossalta, le indagini dei carabinieri si restringono alla cerchia degli amici. Ieri nella stazione di Noventa sono stati chiamati anche vari testimoni tra i vicini di casa di Ljerka Haramincic, la 59enne che ha vissuto questa brutta vicenda nella casa di via della Conciliazione 54. Potrebbero aver notato dei particolari utili alle indagini che procedono serrate.

Nella notte di Halloween almeno quattro uomini hanno fatto irruzione in casa mentre la donna stava cenando alle 20.15. La vedova non ha potuto reagire. L'hanno legata, poi incappucciata e portata in una zona sperduta di Zenson, mentre altri complici hanno asportato la cassaforte da un quintale che si trovava in casa, di proprietà del marito Sergio Visentin, morto due mesi fa a 82 anni. Il capitano Giovanni Blasutig, che comanda la compagnia di San Donà, ha preso in mano le redini delle investigazioni assieme ai suoi militari. Massimo riserbo sulle indagini che potrebbero avvalersi anche dei famosi Ris di Parma, reparto investigazioni scientifiche dell'Arma, divenuto celebre grazie anche ai telefilm.

In accordo con il magistrato, verranno esaminati i rilievi tecnici realizzati con sofisticate tecniche investigative per individuare tracce lasciate dai malviventi. Tracce ematiche, piuttosto che Dna per risalire a pregiudicati, esperti ladri e rapinatori registrati nel cervellone degli investigatori. La donna non è stata picchiata, nè, se così si può dire, maltrattata.

Ieri Ljerka, infermiera professionale a Villa Salus di Mestre, ha aperto la porta di casa chiedendo però di essere lasciata tranquilla. Sul volto, la stanchezza e la tensione dopo questa brutta esperienza che, come lei stessa ha detto, l'ha "fatta sentire tanto sola". In un primo tempo sembrava fosse stata picchiata. In realtà ha perso due capsule della protesi del tutto accidentalmente. Solo qualche segno sui polsi e un braccio a causa dei fili del telefono e del ferro da stiro utilizzati per legarla.

Resta da svelare il mistero della cassaforte. Il sospetto è che i ladri, probabilmente italiani, sapessero del vecchio scrigno del quale la donna ha perso la chiave. Ljerka non conosce con esattezza il contenuto, ma pare ci fosse un orologio Rolex, forse altri risparmi del marito che aveva lavorato in Svizzera in una carrozzeria e in quel Paese aveva conosciuto la più giovane Ljerka con la quale si era trasferito a Fossalta nel 1986 dopo il matrimonio. I sequestratori e rapinatori non hanno voluto lasciarla a casa. Forse temevano che chiamasse subito i vicini per chiedere aiuto. Hanno dunque preferito confonderla con quel viaggio a bordo della sua auto, una Ford Fiesta, incappucciata e abbandonata nella località di Sant'Antonio a Zenson dove le hanno

allentato i polsi per poi permetterle di tornare a casa sotto la pioggia con la sua Ford. I banditi hanno rischiato molto, anche perché nella notte di Halloween avrebbero potuto incontrare delle pattuglie impegnate nei controlli tra Venezia e Treviso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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