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Nuova casa di riposo “guerra” tra Comuni

San Donà bandisce la gara, ma Torre di Mosto rilancia: «Noi siamo già partiti» L’assessore Sernagiotto bacchetta entrambi: decide la conferenza dei sindaci

Nuova casa di riposo, è “guerra” tra San Donà e Torre di Mosto. La Regione si inserisce nello scontro in corso e riporta la palla al centro: «Tutti hanno sbagliato, ora decida la Conferenza dei sindaci». L'altra sera in Consiglio a San Donà è stata approvata la delibera che istituisce la gara a evidenza pubblica per la realizzazione in via Calnova della futura casa di riposo e ospedale di comunità con 120 posti letto assegnati nel 2009 dalla Regione.

Nessun problema: a parte il fatto che Torre di Mosto ha già venduto un terreno in via Donatori di Sangue con la stessa finalità: 15 mila metri quadrati acquistati da una ditta di Udine per la realizzazione di una casa di riposo. Il sindaco di San Donà, Francesca Zaccariotto, ha precisato che dopo l'assegnazione dei 120 posti il Comune si era subito messo in moto, attribuendo le colpe per i ritardi accumulati all'Asl 10. La delibera è stata approvata e il consigliere del Pdl, Renato Ravagnin, ha relazionato in Consiglio. «L'area è stata venduta per 950 mila euro e la struttura comporterà un investimento privato di 13 milioni di euro» spiega Ravagnin «per 120 posti letto convenzionati con l'Asl 10 che potranno essere aumentati a discrezione dell'investitore. Non sarà solo una casa di riposo, ma anche un ospedale di comunità, ovvero una struttura per il ricovero di pazienti dopo importanti operazioni». Da Torre di Mosto il sindaco Camillo Paludetto appare perplesso: "Noi ci siamo mossi per tempo, mentre San Donà ha aspettato anni. Il terreno è assegnato, il territorio ha comunque bisogno di posti letto. Il Veneto orientale deve fare qualcosa per le infinite liste di attesa. Noi non aspettiamo e andiamo avanti: abbiamo bisogno di strutture che possano aiutare gli anziani a vivere bene gli ultimi anni della loro vita».

L'assessore regionale ai servizi sociali Remo Sernagiotto, però, ne ha per tutti. «Hanno sbagliato entrambe» dice «San Donà ha approvato la delibera dopo anni di attesa, Torre di Mosto ha fatto un passo in avanti, ma ora stiamo valutando perchè il Veneto

ha già altre strutture che attendono. Io credo comunque che l'ultima parola spetti alla Conferenza dei sindaci». Un organo presieduto proprio da Paludetto, anche se la Conferenza dei sindaci per la sanità è presieduta dal sindaco di Teglio, Andrea Tamai.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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