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Sullo scippo dell’Arsenale scoppia il “caso Milone”

Interrogazione del senatore Casson a Monti sul sottosegretario alla Difesa Tratta per la Marina le aree per soggetti privati, ma è in conflitto di interessi

VENEZIA. Sullo “scippo” dell’Arsenale da parte dello Stato - con il comma al decreto sull’innovazione del ministro delle Infrastrutture Corrado Passera, ancora alla firma del presidente della Repubblica, che lascerebbe al Demanio le aree occupate dalla manutenzione del Mose - e sulla trattativa con il Ministero della Difesa che riguarda quelle della parte sud del complesso, scoppia ora la “grana”-Milone, chiacchierato sottosegretario della Difesa in odore di conflitto di interessi. A metterla in moto un’interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio del senatore del Pd Felice Casson che ricorda che all'incontro a Roma di pochi giorni fa per la perimetrazione delle aree dell'Arsenale da attribuire alle funzioni militari sulla base della legge sulla spending review, si sarebbe presentato per il Ministero della difesa il sottosegretario Filippo Milone, contro l’intervento del Comune nella gestione delle aree, «sostenendo, al contrario, l'interesse di soggetti privati, disposti ad investire in contanti». Milone - ricorda il senatore - salvato solo dalla prescrizione in procedimenti penali legati a Tangentopoli, «che ha il compito di occuparsi delle dismissioni dei beni immobiliari del Ministero della difesa, risulterebbe ad oggi ancora far parte di ben cinque società immobiliari e di una finanziaria: farebbe infatti parte del collegio sindacale della Quadrifoglio Re Srl, che si occupa di riqualificare le ex Manifatture tabacchi di varie città; sarebbe nella gestione della Sviluppo Centro est, nata per la riqualificazione di 60 ettari in zona Torre Spaccata a Roma, controllata dall'Immobiliare lombarda (Fonsai-Ligresti) e dalla Lamaro Appalti SpA (società di costruzione dei fratelli Toti); nella Federservizi immobiliare, controllata al 100 per cento da Assoimmobiliare; nel Consorzio Prampolini; e, soprattutto, sarebbe membro del consiglio d'amministrazione del Progetto Alfiere SpA, società che si occupa della trasformazione delle tre torri e di una vasta area dell'Eur, a Roma, controllata ancora una volta Fintecna, l'immobiliare di Ligresti e dei fratelli Toti». Casson chiede di sapere se Monti sia a conoscenza di questi fatti, se essi corrispondano al vero e se non ritenga più consono e etico restituire le aree dell’Arsenale al Comune di Venezia, Sull’Arsenale fa ora sentire la sua voce anche il Pdl, con il consigliere comunale Sebastiano Costalonga che con un’interrogazione chiede al sindaco - a proposito dell’assemblea pubblica che sarà dedicata all’Arsenale - «di considerare l’opportunità di indire il Consiglio comunale straordinario, presso

la sede del Teatro Goldoni, al fine di favorire la massima adesione della cittadinanza e un confronto più ampio possibile, e di verificare la disponibilità di partecipazione dei Parlamentari, specialmente quelli veneziani».

Enrico Tantucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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