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“Le aziende al Pronto soccorso”

Il presidente dei Giovani di Confindustria Venezia, Matteo Zoppas, chiede una terapia d’urto: «Pronti a cure eccezionali, ma le banche dove sono?»

I “rampolli” di Confindustria Venezia sono più preoccupati dei padri, titolari di industrie sempre più in difficoltà, al punto che più di qualcuna ha bisogno di un ricovero urgente al “pronto soccorso”.

La metafora sanitaria sulla crisi economica e finanziaria che da quattro anni pesa sul sistema industriale l’ha proposta ieri Matteo Zoppas - consigliere d’amministrazione di San Benedetto Acque spa e “figlio d’arte” della famiglia Zanussi-Zoppas - aprendo l’assemblea del Gruppo Giovani di Confindustria al Parco Vega.

In platea oltre agli invitati di rito, c’erano il presidente di Confindustria Venezia, Luigi Brugnaro, il governatore Luca Zaia ma soprattutto tanti giovani, in maggioranza figli di imprenditori di Venezia e provincia con qualche ruolo nell’azienda di famiglia e magari il sogno di poterne fondare una tutta loro. Ma con la recessione in atto, i muri della burocrazia e le linee di credito bancario sbarrate a chiunque, non è di certo allettante prendere le redini dell’azienda di papà in difficoltà o creare una “start up” capace di buttarsi sul mercato e lavorare in attivo di bilancio. Del resto lo stesso Matteo Zoppas, nei panni di un medico a bordo di un’ambulanza con la sirena spiegata, ieri nella sua relazione introduttiva ha disegnato un quadro drammatico delle difficoltà in cui si dibattono tante, tantissime aziende industriali veneziane.

«Con la globalizzazione e la crisi finanziaria», ha detto, «il modo di fare impresa è cambiato e ben poche aziende oggi riescono ancora a crescere e raccogliere profitti. Troppe, invece, hanno già chiuso o rischiano di fare la stessa fine nel breve periodo e molte sono in terapia intensiva col rischio di un non ritorno».

«Occorre, quindi, un ospedale con un pronto soccorso efficiente e medici che si chiamano banche, istituzioni e sindacati. La ripresa ci potrebbe essere se ognuno facesse la sua parte per davvero e in piena sintonia con gli altri», ha aggiunto il giovane Zoppas rincuorando e spronando la platea: «Dalle banche ci aspettiamo niente di più che il credito quando serve. Ci viene detto che per accedere ai fidi occorre un credibile piano di investimenti. Bene: i giovani industriali sono pronti a intervenire sull'organizzazione e sui processi produttivi per aumentare la redditività; le banche però ci aiutino nella fase di sviluppo senza farsi scudo della mancanza di liquidità. Al sindacato diciamo che, quando il vascello è in difficoltà, il comandante può chiedere unosforzo eccezionale all’equipaggio. E alla politica chiediamo interventi semplici, che non smentiscono il necessario rigore. Ben venga la spending review per frenare la spesa pubblica, ma bisogna incentivare la spesa privata. Su alcuni prodotti di largo consumo va abbassata l'Iva e non aumentata. Bisogna defiscalizzare costi del personale e prodotti per export, come pure va sostenuta davvero l'innovazione, soprattutto quella della new digital economy. Dobbiamo però avere anche il coraggio di prendere atto che il modello d’impresa che ha retto per cinquant’anni oggi non regge più perchè sono cambiate le regole del mercato». E qui è arrivata la sferzata a quei giovani colleghi che ancora stanno alla finestra a guardare i padri che rischiano e sgobbano in prima persona: «Il pronto soccorso, sia chiaro, è solo l’ultima possibilità per affrontare un’emergenza con le cure necessarie. Quel che occorre, prima di tutto, è il senso di disciplina, sacrifico e creatività che ha contraddistinto i nostri genitori e ora più che mai servirebbe».

Dopo Matteo Zoppas ha tenuto, quindi, una breve lezione sulla «massimizzazione della redditività d’impresa e della disponibilità di cassa» Pierluigi Tosato, amministratore delegato della sua stessa azienda, la San Benedetto spa. Le conclusioni dell’assemblea degli “junior”, ovviamente, le ha fatte il presidente Luigi Brugnaro, al quale Matteo Zoppas ha dato tutto il suo sostegno, pur ribadendo il diritto, a chi dissente, di dire la sua. Brugnaro ha colto la palla al balzo per riproporre i temi forti dell’assemblea dei ”senior”di Confindustria del mese scorso.

«Se la burocrazia è troppo forte e lo Stato spende di più di quello che incassa, cosa aspetta a spendere di meno? Chi si candida alle elezioni lo tenga presente», ha sbottato Brugnaro, riproponendo la creazione di un «porto franco in una città unica e inconfondibile come Venezia».

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