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La figlia rifiuta il padre, tensione davanti a scuola

Mestre. L’undicenne non vuole rincasare con papà, lui si arrabbia con l’insegnante Arrivano la polizia e la madre: alla fine la coppia separata rincasa con la figlia

È uscita di scuola, si è trovata di fronte il papà e si è rifiutata di tornare a casa con lui, ha riaperto il portone ed è rientrata a scuola. Al diverbio tra il padre e un’insegnante è seguito l’arrivo della polizia e della madre della bimba. Alla fine è prevalso il buon senso e la piccola è uscita da scuola ed è tornata a casa con la mamma e a fianco del papà. L’episodio è accaduto ieri, dopo le 13, in un scuola media di Mestre.

La bambina ha 11 anni e frequenta la prima media. Al suono dell’ultima campanella si è avvicinata all’uscita della scuola dove, forse inaspettatamente, si è trovata di fronte al papà e non alla mamma, con la quale è abituata a tornare a casa per il pranzo. La bimba ha fatto retromarcia. Il papà ha chiesto di poter entrare a prendere la piccola, mentre l’insegnante, stando alla ricostruzione, avrebbe cercato di temporeggiare.

Non perché all’uomo non fosse permesso andare a prendere la figlia all’uscita da scuola, ma forse perché spiazzata di fronte alla reazione della bimba. La professoressa, tra l’altro, non è un’insegnante della classe della ragazzina. I genitori dell’undicenne hanno l’affidamento condiviso, e a carico dei due non risulta alcun provvedimento di tipo restrittivo che vieti di vedere la figlia all’uno o all’altra. È probabilmente per questo che il padre, alla reazione della figlia e all’impossibilità di accedere alla scuola per prenderla, si è scaldato, aggredendo verbalmente, stando ad alcune testimonianze, l’insegnante. La scuola ha chiamato la polizia e nel frattempo anche la madre della bambina, che poco dopo è arrivata. Negli stessi minuti a scuola si è precipitato anche il preside, che non era in sede. Da parte loro gli agenti delle volanti hanno mantenuto un basso profilo, discreto, cercando di calmare gli animi delle parti in causa.I genitori della piccola si sono confrontati tra loro, hanno parlato con la polizia e il preside, cercando di trovare una soluzione di buon senso, a tutela della ragazza. La quale, scossa per quanto accaduto, ha quindi fatto ritorno a casa con la mamma, accompagnata anche dal papà. Fino a ieri sera non erano state presentate denunce o querele di parte.

Ora ad approfondire il caso sarà l’ufficio minori della questura di Venezia, mentre la scuola è impegnata per cercare di garantire la serenità degli alunni. Restano da approfondire i motivi per i quali la piccola non abbia voluto seguire il papà. «È un’età in cui i ragazzi spesso entrano in contrapposizione con i genitori», dice Paola Sartori, responsabile dell’Ufficio per l’infanzia e l’adolescenza del Comune «e dopo il caso di Cittadella gli animi di tutti sono abbastanza esasperati: l’invito che rivolgo a tutti è di abbassare i toni, perché se i genitori si sono parlati, e poi la ragazzina si è allontanata con entrambi, in questo caso sembra aver prevalso il buon senso, con due genitori che hanno dimostrato di sapersi comportare in modo responsabile e consapevole».

«È inutile additare colpe e responsabili» aggiunge «è probabile

che l’insegnante abbia cercato di trovare una mediazione, e che il padre si sia arrabbiato perché impossibilitato a recuperare la figlia, pur avendone il diritto. Una riflessione va fatta, a scuola, come servizi sociali e come cittadini, ma l’importante è che l’episodio non sia degenerato».

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