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Ca' Foscari, corteo studentesco e carica della polizia

Momenti di tensione in Campo San Bartolomeo, trecento giovani fronteggiano le forze dell’ordine. Gli studenti protestano con slogan, battendo pentole e coperchi come nelle piazze spagnole

VENEZIA. Attimi di tensione in campo San Bartolomeo. Il lancio di un lacrimogeno e una carica della polizia preceduta, da uno scoppio causato da una bomba carta, fa arretrare centinaia di manifestanti. E i negozi del campo sbarrano gli accessi per mezz’ora.

Scontro frontale, a metà pomeriggio di ieri. Oltre 300 studenti e una ottantina di poliziotti in assetto antisommossa si sono fronteggiati per un paio d’ore. La polizia ha chiuso Salizada del Fontego dei Tedeshi e Calle della Bissa. Alle 16 le due vie d’accesso ai principali che dal cuore di Rialto portano al teatro Malibran, sono bloccate dalle forze dell’ordine. Da lì a poco, alle 17,30, nel teatro è prevista la cerimonia d’inaugurazione dell’anno accademico dell’università Ca’Foscari. Cinquecentocinquanta posti a sedere, presente il rettore Carraro, le autorità accademiche. Non arriva il ministro Clini, ma c’è Profumo.

Il corteo di studenti di Venezia, Padova e Vicenza si raduna alle 16 in campo San Bortolomeo. Imbrattano le vetrine delle banche con scritte anticapitaliste, «No Banks», e sono diretti verso le porte del Malibran. I manifestanti, che si riconoscono nel movimento internazionale Global Noise, evoluzione degli Indignati spagnoli, contestano la politica dell’Università che ha insignito il presidente della Banca Centrale Europea, il banchiere Mario Draghi, di un premio di 15mila euro. «Sottraendo fondi all’università», protestano, «soldi sottratti alla ricerca, all’istruzione. Noi la crisi non la paghiamo». Sono le 16.30 quando il corteo si raduna compatto davanti il blocco della polizia.

L’accesso a campo San Bortolomeo è bloccato anche dal lato di San Salvador, questa volta dalla polizia municipale. Il corteo è composto da centinaia di studenti che battono stoviglie, pentolame e ferro. Uno strepito che s’intervalla a gridi e fischi. Uno striscione lungo qualche metro e retto dalla prima fila del corteo dice «Globalnoise vs Crisis». Motto della giornata di protesta mondiale che è coincisa proprio ieri nelle piazze spagnole e oltreoceano. E ancora, si legge: «Meno banchieri, più democrazia». Forze dell’ordine e manifestanti rimangono a pochi centimetri l’uno di fronte l’altro. La polizia con caschi e scudi si piazza davanti la Salizada del Fontego dei Tedeschi. Intanto un’altra decina di poliziotti e qualche carabiniere, sopraggiungono da dietro il blocco. I manifestanti, iniziano a spingere, partono con cori, e non sono meno gli sberleffi. «La gente come noi non molla mai», parte la cantilena. E il coretto s’intervalla al rumore dello strepito del pentolame. La scena va avanti così una mezz’ora buona e la tensione sale. Finché alla prima spinta forte, le forze dell’ordine sparano un grosso petardo. Nel piccolo campo lo scoppio è forte. Parte la carica della polizia e i manifestanti scappano indietro. Volano calci e manganelli, e uno studente viene colpito alla testa, ma non sanguina. La reazione dei ragazzi è dura: lanciano quattro cinque fumogeni in direzione della polizia. In pochi fronteggiano i poliziotti e molti arretrano di corsa. Lo scontro dura qualche minuto. Fumogeni e petardi nel cuore di Rialto. Partono i cori «Vergogna, picchiate gli studenti, vergonatevi».

Gli agenti tornano compatti e i manifestanti di fronte. A quel punto i funzionari di polizia trovano la mediazione. E la trattativa va in porto: due delegati degli studenti del gruppo Lista dei saperi critici, Marta Canino e Chiara Buratti, sono scortati dalla Digos, raggiungono il Malibran per consegnare una lettera. Dalla Spagna arriva un messaggio di solidarietà via Twetter. Quando una delle delegate torna dopo mezz’ora, Marta Canino, annuncia che è stata letta al Malibran davanti al ministro, la lettera che chiede la restituzione all’università dei 15mila euro devoluti in premio a Draghi, i manifestanti esultano e indietreggiano. Hanno ottenuto quello che volevano e

alle 17,59 lasciano il campo di “battaglia”.

Alla fine della giornata, la questura fa sapere che sta cercando di individuare i responsabile del lancio della bomba carta, che denuncerà un gruppo di studenti per resistenza e corteo non autorizzato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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