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«Giù le mani dall’Arsenale dei veneziani»

La manifestazione in rio delle Galeazze. Comitati e associazioni, ma anche i partiti con la giunta e i consiglieri comunali

VENEZIA. Lotta dura contro lo scippo dell'Arsenale. La città si stringe intorno al suo monumento simbolo. E annuncia battaglia. Sindaco e giunta, consiglieri e parlamentari, associazioni, comitati, remiere e società di Vela al Terzo: alleanza inedita e determinata che vuole reagire fermamente all'ultima «presa in giro» del governo. Un codicillo aggiunto al decreto sull'Innovazione dal ministro Passera che riporta l'area Nord in mano al Consorzio Venezia Nuova, la parte sud alla Marina, solo tre mesi dopo il decreto (Spendig review) che lo consegnava al Comune. Uno schiaffo a cui la città intera ha reagito. In rio delle Galeazze e davanti alla porta dei Leoni si sono radunati ieri mattina centinaia di veneziani.

Passaparola sul Facebook del comitato «Arsenale alla città», una ventina di associazioni che rispondono in tempo reale. E con loro, questa è la novità, il sindaco Giorgio Orsoni e la giunta schierati al gran completo a bordo della Serenissima. Un grande striscione bianco pende dal ponte di legno («L'Arsenale alla città»). Nel canale – chiuso dalla grata come ai vecchi tempi della zona militare – è ormeggiata la bissona. Al timone Giovanni Giusto, presidente delle remiere e capogruppo della Lega in Consiglio. A parte il Pdl, tutte le forze politiche hanno risposto. Ecco Simone Venturini (Udc), Sebastiano Bonzio (Sinistra), Bruno Filippini (Italia dei Valori), Beppe Caccia e Camilla Seibezzi (In Comune), Marco Gavagnin (Cinquestelle), il presidente del Consiglio comunale Roberto Turetta (Pd), Sel e Psi. Ci sono i comitati, l'associazione Vela al terzo, le società remiere, il Laboratorio Morion, guardato a vista da poliziotti e carabinieri in assetto di guerra.

Clima di protesta ma anche di festa. «La città ha il diritto di riprendersi il suo Arsenale», sbotta tra gli applausi il sindaco Orsoni. Il «colpo di mano» è avvenuto nelle segrete stanze del ministero delle Infrastrutture. Era stato il presidente del Magistrato alle Acque, Ciriaco D'Alessio a richiedere all'Avvocatura dello Stato un parere legale sul trasferimento del bene al Comune. E i legali gli avevano risposto che non si doveva. «Ma la burocrazia deve essere al servizio della politica, non un potere forte indipendente», si fa serio Orsoni. E il parere legale? «Gli avvocati sono come i juke box», scandisce il sindaco-avvocato, «rispondono in relazione a come è fatto il quesito». Quesito che evidentemente cerca di fermare la rivoluzione copernicana. Il ritorno dell' Arzana' dei Viniziani cantato da Dante, appunto, ai Viniziani. Per otto secoli è stata la prima fabbrica navale d'Europa, capace di sfornare una nave al giorno completa di vele e remi. Oggi la storia sembra rivivere. Vele colorate davanti ale torri merlate, la bissona con il sindaco proprio davanti ai leoni della porta monumentale. E un popolo variopinto che chiede di «riavere» l'Arsenale.

Cosa succederà adesso? «Abbiamo chiesto l’intervento di Napolitano e il fatto che il decreto non sia ancora stato firmato è una buona notizia», dice il sindaco. Stamani parlerà con il ministro delle Infrastrutture Corrado Passera. «Spero che capisca», dice, «che razza di errore è stato commesso. In caso contrario andremo avanti con le nostre azioni di contrasto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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