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Turismo a Sottomarina primo bilancio positivo

Operatori soddisfatti dopo un inizio lento: tengono i camping, bene la nautica «La tassa di soggiorno va spesa per migliorare l’arredo urbano e la viabilità»

SOTTOMARINA. Quest'anno l'abbiamo sfangata, ma per il 2013 bisogna cominciare a prepararsi subito. È questo il senso dell'analisi che il Gruppo turismo Chioggia (che raggruppa le principali associazioni di categoria del comparto turistico balneare) ha condotto sull'andamento della stagione estiva appena passata.

Il quadro, pur con i pochi dati numerici disponibili, è a macchia di leopardo, con situazioni negative e positive, soprattutto nei settori di nicchia, ma con una sostanziale tenuta sul fronte delle presenze.

«La stagione balneare, dal punto di vista climatico, è iniziata tardi», spiega Fabrizio Boscolo, della Gebis, «cioè a metà giugno, almeno un mese in ritardo. Poi, però, è andata sempre bene, fino a settembre, eccetto quei cinque giorni di bora che hanno costretto gli operatori a un superlavoro per rimettere in efficienza le spiagge a tempo di record».

Sul fronte dei campeggi, afferma Luciano Serafini di Cisa Camping, «presenze paragonabili all'anno scorso, con andamenti diversificati, in base al target clienti, italiani o stranieri, con questi ultimi a dare le maggiori soddisfazioni. Il bilancio economico, però, risentirà degli aumenti di Tia e forniture energetiche. Vedremo i fatturati a fine anno».

Bene la nautica che, con un milione e 800 mila presenze ha ripetuto la performance del 2011, «un risultato brillante», dice Marino Masiero, imprenditore del settore, «se confrontato con i cali del 50% delle darsene della costa romagnola e con quelli tra il 20 e il 40% sul litorale veneto friulano a nord di Chioggia».

Meglio ancora il turismo “lento” promosso da Slow Lagoon che, spiega sempre Masiero, «fa registrare seimila immersioni di sub (quattromila l'anno scorso) alle Tegnue e un +30% di presenze cicloturistiche tra Chioggia e Pellestrina. Meno bene i charter a vela tra Italia e Croazia».

Il 2012 a Chioggia, però, è stato caratterizzato, oltreché dai riflessi della crisi economica generale, anche dall'introduzione della tassa di soggiorno, balzello inviso agli operatori per i tempi e i modi della sua istituzione. «Abbiamo tentato di evitare questa tassa», spiega l'assessore Silvia Vianello, «ma i dati di bilancio non ce l'hanno permesso».

Adesso, però, che la tassa si va estendendo in quasi tutti i comuni turistici, Leonardo Ranieri invita il Comune di Chioggia «a resettare tutto. Discutiamo tempi e modi della tassa (differenziazione tra attività, tra alta e bassa stagione, ecc.) ma, soprattutto come utilizzarne gli introiti, a cominciare dall'arredo urbano e dalla viabilità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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