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Caos in Consiglio a Cinto «Sì al passaggio al Friuli»

La maggioranza ha bocciato il sindaco che aveva proposto l’adesione a Venezia Tre assessori votano contro e il centrosinistra si trova a sostenere la Lega Nord

CINTO. Maggioranza dilaniata dal voto per la Città metropolitana, proposta respinta anche con il no di tre assessori, (Kety Sut della Lega, Pigafetta e Calabrò del Pdl); dalla Lega Nord con Jacopo Sut, che ha sostenuto la proposta del centrosinistra “Lista Caomaggiore” per il Friuli, (Daneluzzi, Falcomer, Moro, Coccolo) cui si è unito il consigliere di maggioranza Giulio Sut e l'indipendente Luigi Bagnariol. Così il Consiglio ha votato per il passaggio al Fiuli con nove voti favorevoli, un astenuto (Coccolo) e sei contrari (Querini, Fagotto, Amadio, Campanerut, D'amgelo, Basso).

«È una sfiducia al sindaco», ha sottolineato Bagnariol, «Querini dovrebbe dimettersi». In apertura del Consiglio il sindaco aveva presentato la sua proposta che, pur tenendo sempre in considerazione l'annessione al vicino Friuli, suggeriva di entrare nella Città metropolitana, partecipare alla costituente, per poi aderire definitivamente una volta analizzato lo statuto. «La città metropolitana è legge e quindi anche noi ne facciamo parte», ha detto il sindaco, «il governo Monti non ha dato tempo per informare la gente, per questo la mia proposta è quella di aderire per essere partecipi delle scelte e pretendere la stessa considerazione della città». «Non c'è bisogno di incontri», ha tuonato invece l'ex sindaco Luigi Bagnariol, «volete andare contro la volontà dei cittadini che si sono più volte espressi a favore del Friuli. Eppoi già negli anni 1991 e 1995, il consiglio comunale respinse la proposta di adesione alla Città metropolitana». Gianluca Falcomer della lista “Caomaggiore” ha rincarato la dose illustrando alcune difficoltà: «Una volta data l'adesione non sarà così semplice, come dice il sindaco, uscire dalla Città metropolitana se non dopo lunghi anni di attesa».

Determinante il sostegno della Lega Nord il cui capogruppo di maggioranza Jacopo Sut ha inserito alcuni emendamenti e precisato che: «Gli organi istituzionali dovranno essere eletti dalla popolazione e non dai consiglieri dei comuni». La frecciata dell'assessore Kety Sut: «Sindaci a testa bassa, pronti ad acquistare un'auto senza motore».

Contrario anche l'assessore Salvatore Calabrò: «C'è la mia firma a Roma sul risultato del referendum quindi è una questione di coerenza». Un altro secco no dall''assessore Michele Pigafetta: «Non si possono seguire due strade contemporaneamente». C'era ormai la certezza che la maggioranza non sarebbe stata più tale, tanto che dopo una sospensione usata quale ultimo tentativo per ricucire lo strappo, i consiglieri rimasti in aula erano dieci su sedici. «Abbiamo perso una delibera perché non è stata compresa la sua importanza», ha infine detto

il sindaco Renato Querini, «ma la maggioranza è ancora compatta, non ci saranno problemi di tenuta. Mi auguro solo che arrivi prima il passaggio al Friuli della Città Metropolitana, ma se non sarà così cosa si fa?».

Gian Piero del Gallo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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