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Segre: «M9, un unico grande cantiere»

«Certi di poterlo realizzare, basta che non sia visto come un’aggressione. Prima i negozi? Leggenda metropolitana»

MESTRE. Un capitale (valori di mercato di febbraio 2012) di 315 milioni di euro. Di questi quasi 40 milioni sono della società Polymnia che ha acquistato dal 2007 gli edifici dove sorgerà il nuovo centro museale M9 (valore edifici 32,8 milioni). Parte dai numeri di bilancio e dalla legge Amato del 1990 che ha fatto nascere le fondazioni bancarie, il presidente della Fondazione di Venezia Giuliano Segre per la sua relazione davanti alla sesta commissione comunale (Cultura) per presentare il progetto M9.

Una relazione scritta consegnata ai consiglieri e un discorso a braccio del presidente al Municipio di via Palazzo per chiarire le criticità segnalate più volte dal sindaco Giorgio Orsoni, il grande scettico su questa operazione culturale da cui tutti si attendono il rilancio di Mestre. Il primo cittadino, assente ieri all’incontro come i suoi assessori, è stato criticato dai consiglieri di tutti i partiti.

Segre conferma l’investimento da 90 milioni di euro sul museo di Mestre non prima di ricordare la lunga collaborazione con il Comune, il milione di euro l’anno garantito alla Fenice, i 129 milioni spesi in dieci anni per ricerca, attività culturali e formazione. Ricorda l’indagine Ocse sulla metropoli Venezia e i centomila passaggi la settimana in piazza Ferretto per spiegare ai consiglieri comunali la genesi del progetto M9 nato dalla collaborazione con Cacciari e l’ex assessore Vecchiato.

«Io dico che siamo certi di poterlo realizzare il museo, basta che sia visto in città come qualcosa di positivo, non una aggressione a Mestre, non un luogo di speculazione immobiliare. Noi i progetti li presentiamo ma non vanno letti in modo capovolto – dice – Capisco tutte le preoccupazioni del sindaco ma non si è mai detto al Comune che si tolga dai piedi».

Sui ritardi stimati in 15 mesi, scrive nella relazione: «Non è vero, semplicemente la fase iniziale ha trovato alcuni imprevisti non dovuti alla Fondazione: i lavori della giuria per il concorso che si sono prolungati di tre mesi, i confronti tra progettisti e soprintendenza hanno richiesto più tempi». E poi i rallentamenti per le questioni patrimoniali nel confronto con il Comune.

Poi Segre taccia come «leggenda metropolitana» il timore, rilanciato da Orsoni, che venga realizzata prima l’ala commerciale nel chiostro del museo. «Chi lo dice? Il museo nasce da una nuova edificazione, la galleria commerciale da un restauro ma il cantiere sarà unico».

L’area commerciale con prodotti «rari per Mestre ma non di lusso» servirà a coprire i costi di gestione del museo. Ci si attende un margine di 1 milione e 800 mila euro per coprire il deficit del museo stimato in 1 milione e 200 mila euro. Gestire l’M9 costerà 3.6 milioni.

I ricavi sono stimati in 2,4 milioni. La galleria commerciale vetrata verso piazza Ferretto e coperta, come una nuova piazza urbana avrà cantieri in contemporanea con i due edifici del museo, conferma anche il vicepresidente Marino Folin che ha illustrato le tappe. Per aprile il progetto esecutivo sarà pronto. «Allora saremo virtualmente in grado di partire con la gara», dice.

Per ottenere il permesso a costruire e dare il via alla gara europea, la Fondazione necessita della firma della convenzione che deve passare al vaglio della giunta, delle Municipalità e del Consiglio comunale. Insomma Ca’ Farsetti si deve muovere. «Se si firma la convenzione velocemente potremo partire con la gara nel giro di sei, sette mesi; l’avvio

dei lavori può essere previsto nel primo trimestre 2013 e l’ultimazione del primo e secondo lotto, che procederanno assieme, entro il secondo trimestre 2015. Poi ci vorranno un altro paio di trimestri per l’allestimento e l’arredo vero e proprio del museo».

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