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Cie a Campalto, Lega isolata in Consiglio

Centrosinistra e Pdl votano insieme contro la proposta Maroni: «Assoluta indisponibilità di Venezia»

MESTRE. «Si dichiara l'assoluta indisponibilità della città di Venezia ad ospitare sul proprio territorio, ora e nel futuro, una struttura quale il Cie, deciso dal governo nazionale». Così il Consiglio comunale veneziano, con una insolita alleanza tra centrosinistra e Pdl, ieri sera alle 20.30 ha detto no al Centro di identificazione ed espulsione annunciato dal ministro dell'Interno Maroni.

Pochi secondi per votare, senza neanche il bisogno di un dibattito. Ventotto voti a favore, una sola astensione, quella del segretario del Carroccio mestrino Alessandro Vianello. Un voto arrivato dopo un pomeriggio di consultazioni e limature su un documento che ha messo d'accordo alla fine tutta la maggioranza di centrosinistra che appoggia il sindaco Orsoni (Pd, Udc, Idv, In Comune, Federazione della sinistra, Psi) e che ha ottenuto l'appoggio di quasi tutta l'opposizione: hanno firmato il documento anche Marco Gavagnin del movimento 5 Stelle e soprattutto Michele Zuin per il Pdl veneziano.

E così è rimasta da sola la Lega Nord del ministro dell'Interno Roberto Maroni arrivato in laguna per portare a sorpresa l'annuncio che accanto al nuovo carcere sorgerà anche il Cie, centro di identificazione ed espulsione per extracomunitari. La reazione del Consiglio comunale è stata netta. Subito dopo il sindaco Giorgio Orsoni ha annunciato di aver «dato mandato all'avvocatura civica comunale di provvedere a notificare al ministro un'istanza di accesso agli atti della procedura di individuazione delle provincie in cui ubicare i Cie. Ciò in modo da verificare la legittimità della procedura stessa e di individuare eventuali azioni di impugnazione di tali atti avanti il giudice amministrativo competente». Durante i lavori del Consiglio, Alberto Mazzonetto (assente poi al voto) aveva spiegato che «a suo avviso la questione Cie è solo una bolla di sapone visto che non c'è certezza che sarà realizzato a Campalto» e aveva anche attaccato il parroco di Campalto per le sue dichiarazioni «invitandolo a fare il suo lavoro».

Nel documento votato dal Consiglio si ribadisce che l'annuncio dato da Maroni è una decisione «presa senza alcuna comunicazione o intesa previa con il Comune di Venezia», lesiva dell'«elementare principio di collaborazione, reciproco rispetto e lealtà tra le istituzioni della Repubblica». Si ricorda anche il voto contrario del 24 gennaio scorso all'ipotesi carcere a Campalto e si segnala come «organizzazioni umanitarie e organismi dell'Unione europea hanno da tempo denunciato le invivibili condizioni igienico-sanitarie, la mancanza di una reale assistenza, le troppo numerose morti sospette che si sono registrate nei centri detentivi per migranti». Strutture in cui i tempi di trattenimento sono passati da 60 giorni a sei mesi e che hanno determinato rivolte e disagi insopportabili per la popolazione locale. Ben altra cosa è «la storica tradizione di accoglienza solidale del cittadino straniero da parte della nostra città». Da qui il più
netto no al Cie. Al sindaco è stato affidato «l'impegno a valersi di ogni procedimento amministrativo e giurisdizionale per contrastare tale scelta». E Orsoni si è messo subito in moto, attivando gli avvocati.

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