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Venezia. L'indignazione delle donne in Campo: "E' ora di dire basta"

A Santa Margherita la manifestazione contro il premier. Discorsi, canti e letture nel segno dell'alternativa a Berlusconi: attese centinaia di donne per ribadire "la dignità del paese"

VENEZIA. Novemila donne hanno partecipato al raduno antiberlusconiano secondo le organizzatrici, oltre quattromila invece le manifestanti per le forze dell'ordine. Dal palco, una studente ha letto una toccante e agguerrita 'Lettera a Ruby' che comincia con: "Preferiamo chiamarti Karima", e l'appello contro "il modello di relazione tra donne e uomini ostentato da una delle massime cariche dello Stato". Solidarietà inoltre è stata espressa per Nicoletta Zago, operaia che da tre giorni, su una torre di Marghera a 150 metri d'altezza, è in sciopero della fame per il posto di lavoro

Due parole d'ordine: riempire campo Santa Margherita e coinvolgere non solo le donne, ma anche gli uomini, i lavoratori, gli studenti, i precari, gli immigrati. «Tutti quelli che si sentono cittadini e non cortigiani», come ribadisce Teresa Dal Borgo della Cgil. Venezia ospita l'indignazione dei tantissimi veneziani e mestrini che non approvano, non tollerano o non sopportano che la dignità delle persone venga minata da chi, primo fra tutti, dovrebbe dare il buon esempio.

In campo Santa Margherita c'è un bagno di folla, di sicuro più numerosa di quella che venerdì ha manifestato davanti al Palazzo di Giustizia di Milano, chiedendo a Berlusconi di «resistere, resistere, resistere». La manifestazione di oggi, spiega Dal Borgo, «è pensata per il ripristino della dignità e dei diritti, senza distinzione di genere. I comportamenti del premier non hanno leso solo le donne, ma anche i precari, i lavoratori, i cassaintegrati che non arrivano a fine mese. Spero che campo Santa Margherita si riempia fino all'orlo».

Le donne della Cgil ricordano che la manifestazione «non ha nulla di moralistico, come insinua Giuliano Ferrara. E' semplicemente il rifiuto di un modello che premia l'avvenenza piuttosto che il talento, il corpo piuttosto che l'intelligenza». In questi giorni,
gli organizzatori stanno ricevendo moltissime adesioni. Intanto nella notte sono stati affissi in giro per la città, cartelli contro il premier. Lo slogan che accompagna la manifestazione a livello nazionale è: «se non ora, quando?». A Venezia, però, il messaggio va oltre: «E' ora di cambiare».

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