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Rischia la chiusura il mercato del pesce di Rialto

Operatori in rivolta a Venezia dopo l'annuncio del trasferimento del mercato ittico dal Tronchetto a Fusina

VENEZIA. Rialto rischia di perdere uno dei suoi simboli: il mercato del pesce. Potrebbe essere questa la conseguenza dell'annunciato trasferimento del mercato all'ingrosso del Tronchetto a Fusina, nelle aree dell'ex Alumix. Luogo lontano dalla laguna «viva», quasi inaccessibile ai pescatori e agli operatori veneziani. Più che un'ipotesi, visto che i disegni e i progetti dell'Autorità portuale sulla nuova struttura da edificare in terraferma già girano fra gli addetti ai lavori. Gli operatori della Pescheria, una quindicina di ditte che forniscono il pesce fresco al dettaglio per tutta la città, sono sul piede di guerra.

«Abbiamo chiesto un incontro urgente con il sindaco Giorgio Orsoni», dicono, «gli spiegheremo che trasferire l'ingrosso significa decretare la morte della Pescheria e del mercato di Rialto». Il progetto sta per entrare nella sua fase operativa. Da tempo l'Autorità portuale, proprietaria dell'area dove sorge la struttura del mercato all'ingrosso, ne reclama il possesso. Il parcheggio antistante il mercato servirà per realizzare la nuova rotatoria stradale per l'uscita dalla Marittima. E la superficie oggi occupata dal mercato del pesce sarà trasformata in nuove strutture per le grandi navi da crociera, vista la vicinanza delle banchine. Un progetto che rischia di essere «devastante» per la città e in particolare per il mercato del pesce, da secoli presente in Pescheria. Il motivo è presto detto, spiegano gli operatori di Rialto.

A Fusina difficilmente potrebbe arrivare il pescato della laguna. Li immaginate i pescatori di Burano arrivare con la barchetta dall'altra parte della laguna, magari nelle giornate invernali quando soffia la bora o garbin? La prima conseguenza sarebbe l'aumento del pesce di provenienza estera e magari congelato sul totale e sulle specie autoctone pescate in laguna. Fusina sarebbe impossibile da raggiungere anche per i dettaglianti del centro storico. Oggi vanno con la loro barchetta dal Tronchetto a Rialto, per andare a Fusina bisognerebbe utilizzare oltre alle barche anche i camion. Tempi più lunghi e costi proibitivi. Infine Fusina, a ridosso della zona industriale, non è certo un luogo ideale per il commercio del pesce, attività che si svolge da secoli nelle acque lagunari e a Rialto. Forse «più comoda per chi viene da Padova, proibitiva per i veneziani. Infine si tratterebbe dell'ennesima attività produttiva sfrattata dalla laguna, anche stavolta per opera di un'istituzione pubblica (il Porto) senza l'opposizione del Comune.

Ecco perché gli operatori di Rialto hanno intenzione di dare battaglia. «Vogliamo spiegare al sindaco che questo significherebbe davvero la morte di una tradizione e la chiusura della Pescheria», dicono. Il mercato all'ingrosso del Tronchetto è il secondo d'Italia dopo quello di Roma. E' ospitato da oltre mezzo secolo nella struttura in metallo di fronte allo scalo fluviale. Forse bisognosa di restauri e di essere «modernizzata», non certo di essere cancellata e trasferita a 15 chilometri di distanza. La protesta monta. E stavolta non si fermerà a Ca' Farsetti. «Siamo disposti a continuare a oltranza», dicono
i dettaglianti, «dopo le norme imposte dall'Europa, gli scarichi, i nuovi banchi, adesso ci mandano via. Vogliamo che la città si pronunci: preferite avere il mercato all'ingrosso al Tronchetto o a Fusina?» Un incontro per mettere a punto il progetto definitivo è previsto per i prossimi giorni.

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