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Bando dell'ex ospedale I comitati accusano «Manca la Variante al Prg»

 LIDO. Un mese di tempo per presentare progetti e offerte. Con il vincolo di dover pagare un acconto del 55 per cento al Comune (circa 60 milioni di euro) entro il 31 dicembre. Un bando che qualcuno già definisce «capestro», quello per la «valorizzazione» dell'ex Ospedale al Mare. Ma che al Comune serve per ripianare il suo bilancio, altrimenti destinato a chiudere in rosso. «Non c'era altra strada», dicono concordi Comune e commissario. Mercoledì prossimo si riunirà un Consiglio di Municipalità straordinario alla presenza del sindaco Orsoni. Ma i comitati annunciano battaglia e un ricorso all'Unione europea sull'illegittimità dell'operazione.  Il restauro dell'ex Ospedale al Mare per finanziare i lavori del nuovo palazzo del Cinema è diventata una operazione immobiliare a largo raggio. Con i poteri straordinari affidatigli dal governo nel 2007 per le celebrazioni del 150esimo dell'Unità d'Italia (nel 2011), il commissario Vincenzo Spaziante ha convocato Conferenze dei servizi e approvato progetti di restauro che prevedono la trasformazione dei grand hotel Excelsior e Des Bains in mini appartamenti, 32 nuove villette e un albergo nell'area del forte di Malamocco acquistata da Est Capital, la Finanziaria dell'ex assessore Gianfranco Mossetto. Il progetto della Favorita con le nuove villette nell'area verde, la sistemazione delle spiagge e del lungomare. E, naturalmente, la grande privatizzazione dell'Ospedale al mare. Vicenda contorta, che solleva polemiche da almeno due anni. Adesso con l'arrivo della nuova giunta Orsoni, si è deciso di annullare il contratto stipulato nel 2009 con la cordata vincitrice della prima gara (Est Capital insieme a Mantovani e Condotte, le società del Mose). Per aumentare il valore dell'offerta - coprire le spese della bonifica imprevista e ripianare il mancato guadagno per il «no» dell'Enac alle nuove torri nel Parco della Favorita, si è avviata la nuova gara. Ci sarà un mese di tempo per presentare le offerte, il 22 dicembre saranno aperte le buste. Oltre alla residenza, al centro termale e al centro commerciale dell'ex Ospedale, l'offerta contiene anche i progetti per la gestione dell'arenile, che sarà affidato ai privati e il megaprogetto della darsena da 1750 posti. Struttura enorme, che secondo i comitati avrà una ricaduta pesante sull'equilibrio dell'isola. «Sono 700 mila metri quadrati, di cui 200 mila a terra», accusano i comitati, «ci saranno palazzine, parcheggi, strutture. E migliaia di abitanti in più al Lido, una parte della spiaggia privatizzata». Illegittimo, e quindi parte del ricorso, secondo i comitati, il fatto che questi progetti siano stati approvati con i poteri straordinari. Tra i quali non rientra, dicono, la Variante urbanistica che il Comune non ha approvato. Nel mirino anche la riduzione degli standard pubblici previsti dalla legge, con la trasformazione dell'area di San Nicolò in darsena privata e gli aumenti di volumetrie concessi dal commissario. Un affare per le imprese che l'hanno proposta. E una boccata d'ossigeno temporanea per il bilancio
del Comune. Ma un danno, sostengono i comitati, alla qualità della vita dei cittadini del Lido.  Il nuovo bando ha adesso «scorporato» l'offerta per l'area della Favorita - 20 milioni di euro su 113 - dall'Ospedale e dalla darsena. Resta ora da vedere se ci saranno altri concorrenti in gara.

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