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Vademecum alle mostre imperdibili della 57ma edizione della Biennale Arte

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Philip Guston and The Poets Gallerie dell'Accademia 10 maggio -3 settembre 2017 Night Studio (2016), la biografia di Philip Guston scritta dalla figlia Musa é un gran bel libro che racconta la vita di un pittore cult fuori dal coro senza fingere che fosse un padre modello. Muralista socialista, poi astrattista di fama nella New York del dopoguerra, nel 1970 Guston scandalizzò la critica ritornando a uno stile figurativo grezzo, da cartoon, col quale stigmatizzava gli anni di Nixon e i cappucci bianchi del KKK. La mostra celebra la sua passione per la poesia contemporanea e per la pittura italiana del Rinascimento, studiata ossessivamente in gioventù sui libri e poi dal vero, dopo avere vinto l'agognato Prix de Rome nel 1948. Carol Rama Spazio anche più che tempo Palazzo Ca' Nova 8 maggio-28 giugno 2017 Uno dei vantaggi di essere una donna artista, spiegano le Guerrilla Girls in un celebre manifesto femminista del 1988 è, "sapere che la tua carriera potrebbe decollare dopo gli 80 anni". A Carolee Schneemann, salita alla ribalta nel '64 con la performance Meat Joy e premiata quest'anno con il Leono d'Oro alla carriera della Biennale, è andata bene: ne ha solo 78. Nel 2003, quando toccò a Carol Rama (1918-2015), l'artista torinese ne aveva 85. I suoi dipinti, disegni e collage, dove erotismo, celebrazione della sessualità femminile, fantasia e intelligenza corrono a ruota libera, sono stati finalmente sdoganati. Se vi foste persi la sua recente prosepettiva alla GAM di Torinio, o quella in corso al New Museum di New York (fino al 10 settembre), potete recuperare con quest'antologica veneziana, promossa dall'Archivio Rama. Pae White Qwalala Fondazione Cini San Giorgio Maggiore 12 maggio - 30 novembre 2017 Una muraglia lunga 75 metri e alta 2,4 composta da migliaia di lingotti di vetro forgiati a mano, trasparenti e colorati, assemblati con ordine da un algoritmo, Ispirata ai meandri naturali dei un canyon californiano, quest'installazione di White, commissionata da Le Stanze del Vetro, sembra evocare muri (e confini) artificiali ben più minacciosi. In situ, anche un'altra mostra in tema: Ettore Sottsass: il vetro (fino al 30 luglio). La Venezia che non si vede / Unveiling the Unseen Cantieri Navali Castello 13 maggio -26 novembre 2017 Lavorando per mesi in collaborazione con gruppi di nonvedenti, studenti di IUAV e Ca'Foscari e volontari delle associazione locali, l'artista catalano Antoni Abad ha creato un'indedita mappa sonora di Venezia, composta da voci, racconti e registrazioni ambientali. E' per tutti: basta avere un iPhone e un Android dove scaricare la App gratuita BlindWiki e la voglia di farsi portare alla deriva. Sono previste anche gite in barca con guide non vedenti, da prenotare (blindwiki.com/venezia; tel. +39 3425005393, padiglione Catalogna). Samson Young Songs for Disaster Relief Campo della Tana 13 maggio-26 novembre 2017 La posizione, davanti all'ingresso dell'Arsenale, è strategica. Young si è già fatto notare come sound artist in ascesa, e non solo a Hong Kong, con opere e performance abrasive dove musica e suono diventano strumenti di riflessione politica. A Venezia porta un nuovo ciclo di video e installazioni basati su charity singles, le hit come We Are The World che spopolavano negli anni '80, tra entertainment e danni collaterali della globalizzazione (padiglione Hong Kong).
Informazione da: Arte Musica Venezia

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