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Padiglione di Cuba - 57ª Biennale di Venezia

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Curatore José Manuel Noceda Fernández Orari Dal lunedì al venerdì, Dalle 11 alle 17 Sabato 13 e Domenica 14 aperto dalle 10 alle 18 Hours From Monday to Friday 11 a.m- - 5 p.m. Saturday 13 and Sunday 14 opened from 10 a.m. to 6 p.m. Ingresso libero Free entrance Time of intuition Any curatorial approach to contemporary Cuban art presupposes a bittersweet headache, given the linguistic polyphony and the thematic amplitude observable within that production. The design of the Cuban Pavilion at the 57th Venice Biennial takes into account the general curatorial appreciations of the event. But it also has a starting point in Cuban cultural thinking. In the sixties, Alejo Carpentier talked about the behavior of the temporal in Latin America and the Caribbean, where, in his view, three realities of that order coexist, considering the present as the "time of vision or intuition", metaphor of certain validity in an unfinished and in construction process, whose contingencies force constantly to sharpen the senses. Inspired in these ideas, the logic of the Pavilion refers to the present of the Cuban environment, as to the one of the insular art. As a result of a solid tradition, the current diversity of actors and promotions working in unison inside or outside Cuba, recalls the unprecedented confluence of different generations of artists during the sixties. Although their typologies keep alive a cutting-edge projection since the renewal of the eighties, or the subsequent vindication of the "aesthetic paradigm" and the "craft of art" in the nineties, the scene operates today under the rhizome of the postmodern "everything goes", hosting a multiplicity of interests. Time of intuition is just a sample of that vitality now less compact, but still standing. It brings into dialogue artists from different promotions, artificers or followers of some of the advanced procedures of the most recent decades. In the discursive lines of the invited artists, the context and commitment to it, are keys when it comes to the rethinking of reality. The artists do not lose the anchorage with the original space, although in a few cases they overflow it. From the peculiar vision of art, they translate themes and concerns related to the inner world, gender poetics, raciality, faith and spirituality, the oscillations between past and future ("the time of waiting" according to Carpentier) in the deconstruction of history and the reflexion on everyday life. At the same time, their works and projects are an expression of what art and the role of the artist mean in the drawing of another concept of humanity, founded on a multiple identity that opposes the old notion of atavism, of unique identity (Jean Bernabé, Patrick Chamoiseau, Raphaël Confiant), which contemplates the intersections and sounds of all cultures. José Manuel Noceda Fernández Curator Participants Abel Barroso, Iván Capote, Roberto Diago, Roberto Fabelo, José Manuel Fors, Aimée García, Reynier Leyva Novo, Meira Marrero & José Ángel Toirac, Carlos Martiel, René Peña, Mabel Poblet, Wilfredo Prieto, Esterio Segura, José E. Yaque. Translation: Edisabel Marrero Tejeda Un qualsiasi approccio all'arte contemporanea cubana presuppone un mal di testa dolce-amaro, data la polifonia linguistica e l'ampiezza tematica che si può osservare all'interno di tale produzione. Il design del Padiglione di Cuba alla 57esima Biennale di Venezia prende in considerazione il generale apprezzamento curatoriale dell'evento. Ma ha anche un punto di partenza nel modo di pensare culturale Cubano. Negli Anni Sessanta, Alejo Carpentier ha parlato del comportamento del "temporale" in America Latina e nei Caraibi, dove, secondo il suo punto di vista, tre realtà di quell'ordine coesistono, considerando il presente come "il tempo della visione o della intuizione", metafora di una validità certa in un processo non completato ed in costruzione, le cui contingenze obbligano costantemente a raffinare i sensi. Ispirato da queste idee, la logica del Padiglione si riferisce al presente dell'ambiente cubano, come a quello dell'arte insulare. A risultato di una tradizione solida, l'attuale diversità di attori e promozioni che lavorano all'unisono fuori e dentro Cuba, richiama la confluenza senza precedenti di diverse generazioni di artisti negli Anni Sessanta. Nonostante le loro tipologie tengano viva una proiezione all'avanguardia dal rinnovamento degli Anni Ottanta, o dalla successiva rivendicazione del "paradigma estetico" e dell' "artigianato d'arte" degli Anni Novanta, la scena opera oggi sotto il rizoma del postmoderno "tutto va", ospitando una molteplicità di interessi. Tempo di Intuizione è solo un assaggio di quella vitalità ora meno compatta, ma ancora presente. Porta a dialogare artisti provenienti da promozioni diverse, artefici o seguaci di alcune delle procedure avanzate dei decenni più recenti. Nelle linee discorsive degli artisti invitati, il contesto e l'impegno rivolto ad esso, sono chiave quando si tratta del ripensamento della realtà. Gli artisti non perdono l'ancoraggio con lo spazio originale, anche se in alcuni casi straripano. Dalla loro visione peculiare dell'arte, traducono temi e preoccupazioni del mondo interiore, poetiche di genere, razzialità, fede e spiritualità, le oscillazioni tra passato e futuro ("il tempo dell'attesa" come lo chiamava Carpentier) nella decostruzione della storia e la riflessione sulla vita di tutti i giorni. Allo stesso tempo, i loro lavori ed i loro progetti sono un'espressione di quello che l'arte e il ruolo dell'artista significano nel disegno di un altro concetto di umanità, fondata su una identità molteplice che oppone la vecchia nozione di atavismo, di identità unica (Jean Bernabè, Patrick Chaimoiseau, Raphael Confiant), che contempla l'intersezione ed i suoni di tutte le culture. José Manuel Noceda Fernández Artisti Abel Barroso, Ivan Capote, Roberto Diago, Roberto Fabelo, Jose Manuel Fors, Aimee Garcia, Reynier Levya Novo, Meira Marrero & Jose Angel Toirac, Carlos Martiel, Rene Pena, Mabel Poblet, Wilfredo Prieto, Esterio Segura, Jose E. Yaque.
Informazione da: Istituto Veneto

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