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Hadassa Goldvicht. La casa della vita

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Il Museo d'Israele a Gerusalemme presenta La casa della vita di Hadassa Goldvicht, a cura di Amitai Mendelsohn. La casa della vita è una installazione poetica e di ampio respiro. Esplora temi collegati alla memoria storica, ai confini tra la vita e la morte, tra il mito e l'arte, e la natura di una Venezia in rapida mutazione attraverso un'opera video multicanale. Presentata dal Museo d'Israele in collaborazione con Meislin Projects, la mostra segue la vita dell'ottantaseienne Aldo Izzo, un tempo comandante di una grande nave mercantile e ora guardiano e custode dei cimiteri ebraici di Venezia. Le opere di Goldvicht hanno spesso come soggetto dialoghi intimi con membri di comunità o di istituzioni, analizzandone la lingua e la gestualità per svelare contenuti pregni di significato sociale e politico. La mostra invita i visitatori a esplorare le varie sfere della vita di Izzo attraverso frammenti di conversazioni tra quest'ultimo e Goldvicht, avvenute nell'arco di quattro anni nella sua casa e al cimitero; attraverso immagini dal suo diario, una specie di diario di bordo che ha tenuto durante gli anni, con contenuti sia personali, sia di carattere storico. I confini tra la casa di Izzo e il cimitero si confondono, i due luoghi diventano intercambiabili e riflettono il modo in cui lui abita agevolmente questi due mondi. È attraverso la poliedrica figura di Aldo Izzo che si svela l'essenza del viaggio artistico di Goldvicht. Grazie al lavoro di una vita da parte di Izzo nel preservare la memoria dei defunti e grazie all'intervento artistico di Goldvicht, il cimitero diventa una casa della vita. Izzo può così essere visto come personificazione del processo artistico stesso: la ricerca dell'aldilà.
Informazione da: Querini Stampalia

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Santa Maria Formosa, Castello 5252 - Venice