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Francesca Duscià - Personale Femminile

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​ El Magazine dell'Arte Venezia - Veneto Mistica, meccanica, fisica quantistica e scienza segnano le transizioni tra i periodi della storia culturale e della ricerca dell’uomo dall’antichità al medioevo, dall’umanesimo sino al novecento e oltre. É come se, particolari energie intellettuali, si propagassero in un tempo e un luogo definito, influenzando movimenti culturali e espressioni creative di cui, solo a posteriori, si arriverà ad un ritratto di sintesi consapevole. “L’essere umano ha esaurito i suoi temi, la vera avanguardia viene dalle scienze che oltre a porsi questioni tecniche, scoprono nuove connessioni anche con l’esigenza di trascendentale” osserva Francesca Duscià – “Sono convinta che l’era dell ’arte come rappresentazione della scienza, di cui ha parlato il premio nobel per la fisica Ricard Feynman, sia arrivata”. I lavori esposti nella personale di Venezia aperta dal 4 al 31 luglio nello spazio El Magazen dell’Arte curata da Ermanno Tedeschi, scaturiscono dalla ricerca, dalla studio degli esiti delle grandi scoperte scientifiche e da una profonda attenzione al divino: “le opere di Francesca Duscià, ricalcano esteticamente codici rinascimentali, anche nell’uso della tecnica ad olio, e come nella pittura antica sono ricche di simboli e allegorie – spiega Tedeschi – ma al tempo stesso sono pienamente contemporanee. I concetti scientifici, matematici nella sua dimensione più attuale, interagiscono con le radici della sapienza della verità che ritroviamo nella Torah e nella Bibbia, delle cui citazioni sono intrisi i quadri dell’artista.” Infatti le tele per la personale veneziana nascono sotto la suggestione dell’Isaac Newton alchemico, i cui studi cercavano sinergie tra la materia e le profezie bibliche, analizzavano le movenze dei riti celebrativi e quelli dei pianeti, la sacralità dei luoghi in rapporto alle proporzioni dei edifici come nel tempio di Salomone. “Le grandi domande su come è nata la vita, l’universo, la conservazione del pianeta, il concetto di vuoto che è filosofico, così come scientifico e matematico, con la definizione di materia e antimateria, sono questioni su cui mi interrogo e mi stimolano. Per questa personale sono partita da Isaac Newton che oltre ad esser scienziato è stato anche alchimista. – prosegue la Duscià – un pensatore geniale, che però non si è mai arreso alla sola logica dei numeri, ma ha sempre indagato oltre.” Il risultato di questi studi si concretizzano in opere di forte impatto e grandi dimensioni che richiedono una lettura per decantazione: come Mezuzah in cui Santa Cecilia e il pianeta Giove gravitano in uno spazio assoluto nel quale avvengono fenomeni spirituali e dove le leggi della prospettiva sono vinte da quelle dell’infinito. Infatti Duscià si muove in un orizzonte nuovo, in cui i moderni pensatori di scienza si interfacciano, in un avveniristico umanesimo, con gli artisti; nel quale pragmatismo, logica, perfezione e rigore sono alla base del lavoro di entrambi. In cui l’attesa per gli sviluppi sulla teoria dell’inflatone tiene con il fiato sospeso tutti. Un’extrascienza che si fa arte in cui le scoperte, assumono forme liriche in cui lo spettatore può addentrarsi oltre al piacere visivo, scoprendo più piani di lettura. Un tornare all’ermetismo esoterico delle verità nascoste, ma con la consapevolezza di aver provato che la particella di Dio esiste davvero. Evento segnalato da: [email protected]
Informazione da: Espressione Arte

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