Quotidiani locali

I Pharmakos cantano Venezia, “Isola Mistica” fra turismo e grandi navi

Dopo l’uscita del singolo dell’Orchestra Popolare di Venezia “El Mose no me piase”, arriva il nuovo singolo del gruppo musicale Pharmakos a parlare di turismo e grandi navi

VENEZIA. È appena uscito “Isola Mistica”, il nuovo singolo del gruppo musicale Pharmakos. Dopo l’uscita del singolo dell’Orchestra Popolare di Venezia “El Mose no me piase”, i Pharmakos tornano a denunciare le criticità della città. Lo fanno con il videoclip “Isola Mistica” che vuole mettere in discussione la situazione attuale del turismo veneziano. Un tema, questo, di cui si parla ogni giorno alla ricerca di soluzioni per contenere l’assalto al centro storico.

Il video di “Isola Mistica” è disponibile su Youtube. Il testo parla di una Venezia vista dagli occhi dei veneziani: la città che amano svenduta al turismo di massa mordi e fuggi, l’incubo delle grandi navi, la condanna del centro storico a diventare una sorta di parco giochi con file, numeri chiusi e percorsi obbligati. Il brano solleva con toni ironici la questione della vivibilità di Venezia e insieme alla denuncia vuole schernire i poveri turisti che, da risorsa della città, stanno diventando una vera e propria minaccia alla sua sopravvivenza.

Venezia: "El Mose no me piase". Lo scandalo diventa una canzone in dialetto Lo scandalo diventa una canzone dal ritmo latino americano: Stefano Olivato con la sua Orchestra Popolare di Venezia ha chiamato a raccolta tutti i più noti artisti di Venezia per cantare "Il Mose no me piase": musica allegra e tanta ironia ma anche la denuncia nei confronti di un'opera pubblica mastodontica, finita nel clamoroso scandalo di tangenti. Davide Ragazzoni, Eddy De Fanti, Stefano Scutari, Salvatore Esposito, Angela Milanese, Sir Oliver Skardy, Marco Privato, Monica Zuccon e lo stesso Olivato ne accompagnano l'uscita con un video girato a Venezia. La canzone è nel nuovo disco dell'Orchestra, "Tochi de pan".

A loro volta anche i turisti sono vittime di un sistema che li spinge compulsivamente a comprare souvenir, dimenticandosi spesso della città stessa, con le sue bellezze e le sue unicità. I giovani autori della canzione, già affermati musicisti, sono anche i protagonisti del videoclip dove, tra una coreografia e l’altra, rappresentano una città completamente allo sbando, dove alla fine le uniche cose che contano sono mangiare e comprare.
 

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista