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Serpente tra i sandali il Padiglione Venezia come un grande bazar

Inaugurata ieri ai Giardini la mostra intitolata “Luxus” Insieme al rettile (vivo) gioielli, lampadari e pelletteria

di Nadia De Lazzari

Dentro una piccola teca, un serpente (vero) striscia sinuosamente su una piastra dorata e sfiora il sandalo luccicante realizzato dalla maison Caovilla di Fiesso d'Artico. É “Luxus”, presentato al mondo, al Padiglione Venezia è inaugurato ieri pomeriggio ai Giardini della 57esima Biennale d'Arte. Non senza perplessità, di fronte al senso incomprensibile di coniugare il rettile all’artigianato locale. Arte? Non tutti sembrano d’accordo. Altri, invece, si sono avvincati alla teca osservando i continui movimenti del rettile che al mattino, innervosito aveva fatto cadere più volte la preziosa scarpetta tentando anche di mangiarsela. Subito, preoccupati, sono intervenuti i responsabili della sicurezza che l'hanno fissata saldamente a un'asticella verticale. Nel pomeriggio il serpente è stato ancora sotto osservazione. Questa volta a preoccupare era invece la teca che, posta vicino all'uscita con tende che si aprivano e si chiudevano in continuazione, si raffreddava. «E questo nuoce al pitone che ha bisogno di molto calore. Questo via vai di gente lo fa soffrire» dice il personale addetto. Ma si sa la Biennale è movimento, provocazione, libertà, per gli artisti è innovazione, esplorazione, ricerca; nel tempo è stata motivo di shock e scandalo.

“Luxus” è un atelier a forma di cavallo, incontro di colori, luci, abilità, tradizioni, culture, Oriente e Occidente. In mostra, mosaici, pietre, pelletteria, arnesi degli artigiani, un enorme lampadario di Murano, ma anche un elefante che normalmente serve per le feste in Arsenale, un capitello, qualche gioiello, un’installazione dedicata all’acqua, un video, tutto insieme, tipo grande bazar. A inaugurare il Padiglione Venezia il sindaco Luigi Brugnaro che a tutti, autorità e visitatori, ha ricordato: «Il lavoro è presente e futuro». Rievocando le grandi capacità imprenditoriali degli artigiani veneziani il primo cittadino ha aggiunto: «Dobbiamo rilanciare il Made in Italy, qui trovate le loro fatiche. Questa città che rappresenta il mondo è viva come le persone che senza clamore producono e portano avanti bellezza e tradizione. Qui c'è il cuore dei veneziani che competono con il bello». «Siamo piantati

sulla bellezza - ha detto il curetore Stefano Zecchi - Qui Venezia racconta la prestigiosa storia dell'artigianato, questi artisti hanno dato lustro al passato e tornano al presente e al futuro». L'esposizione è aperta al pubblico fino a domenica 26 novembre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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